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Cronaca internazionale

Morbillo, terzo decesso in pochi giorni negli Usa: morto un neonato in Wisconsin dopo i casi in New York e Pennsylvania. Cresce l’allarme per i contagi

Il piccolo è deceduto a causa delle complicanze dell’infezione. È il primo decesso nello Stato dal 1990. Negli Stati Uniti i casi confermati hanno raggiunto quota 4.852 dall’inizio dell’anno, il dato più alto dal 1991

Morbillo

Un neonato è morto in Wisconsin a causa del morbillo. È il terzo decesso associato alla malattia segnalato negli Stati Uniti nel giro di pochi giorni, dopo quelli registrati a New York e in Pennsylvania. La notizia è stata comunicata giovedì 5 novembre dal Dipartimento dei Servizi sanitari del Wisconsin. Il medico legale ha indicato il morbillo come causa della morte. Le autorità non hanno fornito ulteriori dettagli sul bambino e sulla famiglia, per tutelarne la privacy. Si tratta del primo decesso legato all’infezione nello Stato dal 1990. Il caso si inserisce in un quadro epidemiologico particolarmente preoccupante: al 3 novembre il Wisconsin aveva registrato 431 contagi in 13 contee, il numero più alto da oltre 35 anni. Nove persone erano state ricoverate in ospedale.

I casi precedenti in New York e Pennsylvania

Il primo dei tre casi è stato comunicato lunedì 2 novembre dalle autorità sanitarie di New York. Un bambino è morto nella contea di Lewis, nella parte settentrionale dello Stato. È il primo decesso pediatrico associato al morbillo registrato a New York da oltre trent’anni. Nel comunicato congiunto del Dipartimento della Salute statale e delle autorità locali non sono stati resi noti né l’età precisa del minore né il suo stato vaccinale. La notizia è arrivata a circa un mese dalla dichiarazione dello stato di emergenza sanitaria da parte della governatrice Kathy Hochul, adottata per contrastare la diffusione dell’infezione in alcune aree di New York e negli Stati confinanti. Il provvedimento ha ampliato la platea dei professionisti autorizzati a somministrare il vaccino e ha permesso di mobilitare ulteriori risorse per la prevenzione. Al 24 ottobre, nello Stato erano stati segnalati 178 casi dall’inizio dell’anno: 170 fuori da New York City e otto nella città. Mercoledì 4 novembre è stato invece il Dipartimento della Salute della Pennsylvania a confermare un nuovo decesso associato al morbillo. La persona, non vaccinata, risiedeva nella contea di Jefferson ed era risultata positiva all’infezione. Con questo caso, le morti associate alla malattia in Pennsylvania nel 2026 sono salite a sei. Le autorità non hanno diffuso informazioni personali; il Washington Post ha riferito che si trattava di una donna di 21 anni, morta dopo complicazioni insorte in seguito a un parto in casa.

Il focolaio in Wisconsin

Il Wisconsin sta affrontando la più ampia epidemia di morbillo degli ultimi 35 anni. I 431 casi accertati al 3 novembre riguardano 13 contee, ma il numero effettivo potrebbe essere superiore: non tutte le persone contagiate si rivolgono a un medico o vengono sottoposte a un test. Le autorità hanno inoltre segnalato che la diffusione del virus è legata non soltanto ai viaggi internazionali, ma anche agli spostamenti interni agli Stati Uniti e ai contatti tra familiari e persone della stessa comunità. Per contrastare l’epidemia, dal primo agosto il dipartimento sanitario statale ha consegnato 2.000 dosi aggiuntive di vaccino MPR alle strutture sanitarie locali nelle comunità interessate dai contagi. È stata inoltre introdotta una raccomandazione specifica per i bambini più piccoli: quelli tra i sei e gli undici mesi che vivono in famiglie o comunità esposte al rischio di contagio possono ricevere una dose anticipata. Questa somministrazione non sostituisce le due dosi previste dal normale calendario vaccinale, la prima a partire dai 12 mesi.

Oltre 4.800 casi negli Stati Uniti

L’emergenza riguarda ormai numerose aree del Paese. Secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), aggiornati al 29 ottobre, negli Stati Uniti erano stati confermati 4.852 casi di morbillo dall’inizio del 2026, il numero più alto dal 1991. Il 96% delle infezioni confermate risultava associato a focolai epidemici. Tra gli Stati più colpiti c’è la Pennsylvania, dove al 4 novembre erano stati registrati 1.467 casi in 45 contee. Il bilancio nazionale dei decessi richiede tuttavia una precisazione: i dipartimenti sanitari dei singoli Stati hanno comunicato più morti associate al morbillo rispetto a quelle finora confermate dal Cdc, che aggiorna il proprio conteggio man mano che riceve e verifica le informazioni. Il morbillo è una malattia virale altamente contagiosa, trasmessa attraverso l’aria e le secrezioni respiratorie. I sintomi iniziali comprendono febbre alta, tosse, naso che cola e occhi arrossati; dopo alcuni giorni può comparire un’eruzione cutanea che in genere parte dal viso e si estende al resto del corpo. Nei casi più gravi l’infezione può provocare polmonite e infiammazione del cervello. I bambini sotto i cinque anni, le donne in gravidanza e le persone con un sistema immunitario indebolito sono maggiormente esposti al rischio di complicazioni. Il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia resta la principale forma di prevenzione: due dosi garantiscono una protezione di circa il 97%.

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