Quanto può essere quotata una possibile incriminazione per stupro? Sulla piattaforma di scommesse predittive Polymarket, fino a poche ore fa, la risposta poteva essere tradotta in probabilità, contratti e denaro.
Al centro dell’ultima controversia che investe uno dei protagonisti emergenti della finanza digitale americana c’è una vicenda giudiziaria che coinvolge la prestigiosa Cornell University, nello Stato di New York, e sette uomini accusati da una studentessa di averla aggredita sessualmente nell’ottobre del 2024.
La società ha deciso di rimuovere un mercato che consentiva agli utenti di scommettere sull’eventualità che almeno uno dei sette venisse formalmente incriminato. Il contratto, aperto il 30 settembre e destinato a chiudersi il 31 gennaio, aveva già generato oltre 450mila dollari di volume di scambi quando è stato ritirato.
La decisione è arrivata dopo una crescente ondata di indignazione. A finire sotto pressione non è stata soltanto Polymarket, ma anche la rete di celebrità e organizzazioni sportive che negli ultimi mesi hanno contribuito alla sua affermazione commerciale.
La controversia nasce da una causa civile presentata il mese scorso da una donna identificata negli atti giudiziari con lo pseudonimo di “Jane Doe”. La ricorrente sostiene di essere stata aggredita e sfruttata sessualmente da sette membri di una confraternita universitaria nell’ottobre del 2024. Nella denuncia contesta inoltre alla Cornell una gestione inadeguata delle segnalazioni relative agli episodi.
È proprio sull’eventuale evoluzione giudiziaria di questa vicenda che Polymarket aveva costruito il contratto contestato. Gli utenti potevano acquistare posizioni legate alla possibilità che almeno uno degli accusati fosse incriminato per un reato sessuale entro la scadenza stabilita. Il meccanismo era quello tipico dei mercati delle scommesse: interpellata sulla decisione, Polymarket ha difeso inizialmente la logica informativa alla base del mercato, pur riconoscendo le critiche ricevute. “Il nostro obiettivo principale in Polymarket è fornire analisi oggettive e basate sui dati per rispondere alle domande più importanti del nostro tempo”, ha dichiarato martedì un portavoce della società.
La protesta si è rapidamente estesa al mondo dello sport e dello spettacolo, dove Polymarket ha investito lautamente per rafforzare la propria visibilità. Tra i volti delle sue campagne pubblicitarie figurano infatti volti come LeBron James, Derek Jeter, Eli Manning e Sue Bird, insieme al regista Spike Lee e agli attori Craig Robinson, John Leguizamo e Alexandra Daddario. Nelle iniziative promozionali compare anche la modella Emily Ratajkowski.
Ed è proprio a questi volti che ora attivisti e associazioni chiedono di sconfessare il meccanismo, ripudiando la piattaforma. L’organizzazione statunitense UltraViolet, impegnata nella difesa dei diritti delle donne, ha promosso una petizione online rivolta in particolare a James, Manning, Daddario e Ratajkowski, chiedendo ai testimonial di interrompere i rapporti commerciali con Polymarket. La questione tocca anche il sistema delle sponsorizzazioni sportive. Polymarket ha infatti stretto accordi con organizzazioni di primo piano, tra cui NHL, Major League Baseball, Major League Soccer, UFC e ATP Tour.
Sul piano normativo, la piattaforma statunitense di Polymarket opera sotto la supervisione della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l’autorità federale che regola i mercati dei derivati. Il contratto contestato era invece disponibile sulla piattaforma internazionale della società, una distinzione importante per comprendere il diverso contesto regolamentare. Al momento, non risulta che la CFTC abbia formalmente dichiarato illegale quello specifico contratto.
Ma non finisce qui. Perché il caso continua ad attirare gli speculatori interessati alla vicenda. Fino a ieri, sulla piattaforma internazionale risultava ancora attivo un mercato dedicato all’eventuale rimozione del presidente della Cornell, Michael Kotlikoff, entro il 31 ottobre, con oltre 10.700 dollari di volume di scambi.
