La Russia torna a inserirsi nel dibattito politico italiano, questa volta sul terreno delle proteste di piazza.
Mentre le autorità italiane mantengono alta l’attenzione sulle possibili interferenze straniere nelle mobilitazioni che stanno attraversando il Paese, l’ambasciata russa respinge le accuse e sceglie la strada dell’ironia. “La mano di Mosca” sarebbe ormai diventata “un passe-partout tutto italiano per qualsiasi questione scomoda”, sostiene l’ambasciata della Federazione Russa in un messaggio pubblicato sul proprio canale Telegram. Una risposta alle accuse circolate dopo le violenze registrate a Milano, che la rappresentanza diplomatica interpreta come l’ennesimo tentativo di attribuire alla Russia la responsabilità di problemi interni.
A rendere ancora più delicato il quadro è però un’iniziativa degli hacker filorussi NoName057(16), che hanno espresso pubblicamente il proprio sostegno alla manifestazione studentesca in programma oggi a Empoli, arrivando ad annunciare una loro partecipazione.
Questi hacker sono già noti agli apparati di sicurezza europei. Il gruppo è attivo dal 2022 e si è distinto per il ricorso agli attacchi DDoS, acronimo di Distributed Denial of Service, operazioni che consistono nel sommergere siti e servizi digitali di richieste di accesso fino a renderli temporaneamente indisponibili. Si tratta di azioni che possono compromettere l’accessibilità di una piattaforma senza necessariamente comportare la sottrazione di informazioni riservate.
L’Italia è stata ripetutamente interessata da questo genere di offensive. L’episodio più recente di particolare rilievo risale all’8 ottobre, quando il sito del ministero degli Esteri è stato bersaglio di un attacco attribuito proprio a NoName057(16).
Il clima resta teso anche questo sabato. Sono previste mobilitazioni in numerose città, da Milano a Roma, da Torino a Napoli. Il Movimento 17 ottobre ha modificato i propri programmi annunciando che comunicherà i punti di concentramento soltanto poco prima dell’inizio dei cortei. Una scelta che ha ulteriormente complicato il lavoro delle questure, impegnate a prevenire nuovi disordini.
Intanto da Mosca, interviene anche Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, postando un’intervista concessa dal cantante Al Bano a Sandro Teti Editore e pubblicata su YouTube il 21 ottobre scorso. Nel video, Al Bano si rivolge a Giorgia Meloni affermando che la Russia è un Paese “che ci ama” e che “ha molta linfa italiana”. “Ma perché fare sanzioni alla Russia?”, si chiede il cantante. “Facciamo in modo che si smetta questa maledetta guerra”, aggiunge, chiedendo di “aprire le porte alla Russia”. “Io sono un uomo di pace”, dichiara.
“Dopo i disordini a Milano”, commenta Zakharova, “il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha dichiarato che quanto stava accadendo era il risultato di una ‘guerra ibrida’, condotta attraverso TikTok, YouTube e i social network. Secondo la stampa italiana, Giorgia Meloni ha incaricato i servizi segreti di verificare l’eventuale presenza di una pista straniera. Sui media si è già cominciato a parlare di ‘ombre russe’ dietro i giovani italiani”, ha tuonato.
