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Cronaca internazionale

Rivolte nelle strade e chiese assaltate: in Francia le proteste sono anche un assalto alla cristianità

La denuncia è del cardinale di Marsiglia, che ha sottolineato come oltre ai negozi e alle violenze, siano state forzate anche le chiese

L’ondata di violenze e disordini che ha colpito diverse città francesi nei giorni scorsi, e che non accenna a fermarsi considerando le nuove convocazioni, ha lasciato sul campo una scia di danni, saccheggi, distruzione e tensioni sociali. A Marsiglia, i disordini di piazza si sono trasformati in veri e propri atti di vandalismo, coinvolgendo attività commerciali, sedi istituzionali e commissariati ma perfino le chiese.

In questo contesto si inserisce la presa di posizione del cardinale Jean-Marc Aveline, Arcivescovo di Marsiglia: “La nostra città, come molte altre in Francia, è stata preda di violenze inaccettabili: a margine delle manifestazioni previste, sono stati saccheggiati negozi, forzate chiese, l’hotel de ville invaso e danneggiato, un commissariato devastato, membri delle forze dell’ordine aggrediti. Con tutta la Chiesa di Marsiglia, desidero esprimere il mio sostegno e la mia solidarietà alle persone che sono rimaste ferite e ai commercianti vittime di questo vandalismo. Invito ciascuno a non lasciarsi trascinare dall’ingranaggio di questa violenza: la nostra città e il nostro Paese meritano di meglio. Con tutti i credenti, preghiamo affinché abbiano fine questi disordini e ritorni la pace”.

L’appello alla concordia lanciato dall’Arcivescovo si scontra tuttavia con una realtà di piazza opposta, perché a guidare la devastazione nelle strade ci sono per lo più gruppi composti in gran parte da giovani di seconda generazione e d’origine immigrata che rifiutano l’integrazione nelle istituzioni statali. Gli attacchi sistematici alle chiese, forzate e vandalizzate durante i disordini, confermano come la matrice islamista sfrutti sistematicamente la debolezza dello Stato per colpire i simboli religiosi e identitari della nazione. Per le frange più radicali dell’islamismo che soffiano sul fuoco della protesta nei quartieri ad alta densità d’immigrazione, la contestazione politica o sociale sembra essere il pretesto perfetto per muovere un attacco diretto e mirato contro la cristianità. L’obiettivo va ben oltre il disordine pubblico: profanare le chiese significa affermare una presenza aggressiva e ostile verso i capisaldi culturali e spirituali della Francia e dell’intero Occidente.

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