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Cronaca internazionale

Sesso, spie e microchip: la “trappola al miele” della Cina per sedurre il re di Nvidia

L’intelligence Usa sospetta una trappola sentimentale orchestrata da Pechino. Al centro del caso Jensen Huang e la guerra tecnologica sui semiconduttori

Per Nvidia ricavi a quota 82 miliardi

Una spy story da film con tanto di amore proibito di mezzo. Questa almeno sarebbe la ricostruzione dell’intelligence americana. È una vicenda dai contorni ancora incerti quella che coinvolge Jensen Huang, fondatore e amministratore delegato di Nvidia, il gigante tecnologico diventato uno degli attori più influenti nella competizione globale per l’intelligenza artificiale.

Secondo le nuove rivelazioni del New York Times e del Financial Times, gli apparati di sicurezza statunitensi ritengono che Alice Huang, dirigente cinese della società Megaspeed International, sia stata reclutata dai servizi segreti del Dragone per irretire il numero uno di Nvidia, raccogliere informazioni e, potenzialmente, condizionarne le decisioni commerciali. Una classica operazione di honey trap, la cosiddetta trappola al miele, attraverso la quale i servizi segreti sfruttano un legame personale per ottenere informazioni o esercitare pressioni su un obiettivo “sensibile”.

Mata Hari della situazione, Huang, conosciuta anche con il nome cinese Huang Le, già dirigente di Megaspeed, società con sede a Singapore che acquista processori Nvidia. Secondo le fonti citate dal Nyt, la donna sarebbe stata reclutata dal Ministero della Sicurezza dello Stato cinese, il potente apparato di intelligence civile di Pechino. L’obiettivo non sarebbe stato soltanto spiare le strategie industriali del colosso informatico, ma anche influenzare la posizione di Huang sulle restrizioni imposte da Washington all’esportazione di chip verso la Cina.

Ad aggravare la situazione, il fatto che a detta delle fonti, il presidente Donald Trump fosse a conoscenza della storia d’amore proibita fra i due, opportunamente ragguagliato dall’intelligence. Tuttavia, avrebbe deciso di ignorare l’informazione e non gridare allo scandalo: il vertice con Xi Jinping era in preparazione e qualsiasi scossone avrebbe compromesso il lavoro delicato di ricucitura con la Cina.

Ma perchè Huang è diventato un obiettivo “sensibile”? Il fondatore di Nvidia è diventato uno degli interlocutori privilegiati dell’amministrazione in fatto di intelligenza artificiale. Huang ha sostenuto ripetutamente che escludere completamente la Cina dal mercato dei semiconduttori statunitensi rischierebbe di favorire lo sviluppo di alternative tecnologiche nazionali, indebolendo nel lungo periodo nessun altro se non gli Stati Uniti. Una posizione che lo ha portato a fare pressione per un allentamento delle restrizioni.

Ora la palla passa al Congresso. Huang. Il 4 novembre tre influenti presidenti repubblicani di commissione della Camera, Brian Mast della commissione Affari esteri, John Moolenaar della commissione speciale sulla Cina e Rick Crawford della commissione Intelligence, hanno chiesto a Jensen Huang di partecipare il 18 novembre a un’audizione riservata.

La domanda sorge però spontanea: perchè, se Washington sapeva, nessuno ha messo in guardia Huang?

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