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Cronaca internazionale

Svolta nel regno socialista di Cuba, ora si possono possedere più case: così cade un divieto storico del regime

L’Avana riscrive le regole del mercato immobiliare. Una svolta economica che tocca uno dei pilastri più delicati del sistema socialista cubano

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Sull’isola di Cuba anche la casa entra nel nuovo corso delle riforme. Il governo dell’Avana ha pubblicato una legge che consentirà alle persone fisiche di possedere fino a due abitazioni, amplia le possibilità di compravendita immobiliare e, soprattutto, cancella la confisca delle proprietà per i cittadini che decidono di lasciare definitivamente l’isola e il suo regime.

Un cambiamento significativo per un Paese nel quale il rapporto tra proprietà privata, controllo statale ed emigrazione ha rappresentato per decenni uno degli aspetti più controversi del sistema socialista.

Il provvedimento rientra nel pacchetto di 176 riforme economiche e sociali annunciato a giugno dall’esecutivo, nel tentativo di liberalizzare alcuni settori e trasferire maggiori competenze agli attori non statali. La nuova disciplina interviene su proprietà, costruzioni, ristrutturazioni, successioni, donazioni, permute e locazioni, riducendo alcuni vincoli amministrativi e ampliando i margini di autonomia dei proprietari.

La nuova normativa, identificata come Legge 187, è stata approvata dall’Assemblea nazionale del Potere popolare il 30 luglio e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ieri. Entrerà in vigore il 21 ottobre, sostituendo la legislazione generale sulla casa del 1988. Una delle novità principali riguarda il numero di immobili che un cittadino potrà possedere: fino a due abitazioni, alle quali potrà aggiungersi una casa destinata al riposo o alle vacanze, purché tale destinazione risulti formalmente riconosciuta.

La riforma introduce anche maggiori possibilità di trasferire gli immobili, donare parti di un’abitazione, effettuare permute e concordare le condizioni contrattuali delle compravendite. Le transazioni dovranno tuttavia rispettare le procedure previste dalla legge e i pagamenti non potranno avvenire in contanti, ma attraverso strumenti bancari o altre modalità ammesse.

Un’altra apertura riguarda il settore immobiliare privato. La legge riconosce il ruolo delle cooperative abitative, delle imprese non statali e delle società immobiliari, che potranno partecipare alla costruzione, alla gestione e alla commercializzazione degli immobili. È prevista inoltre la possibilità di realizzare investimenti attraverso collaborazioni e capitali stranieri. Anche persone fisiche e giuridiche straniere potranno acquistare abitazioni secondo le condizioni stabilite dalla normativa.

La disposizione politicamente più significativa riguarda tuttavia i cubani emigrati. La nuova legge elimina la norma che consentiva allo Stato di confiscare le abitazioni appartenenti ai cittadini che avevano lasciato definitivamente il territorio nazionale. Si tratta di una questione particolarmente delicata nella storia dell’isola, dove l’emigrazione è stata a lungo accompagnata da conseguenze patrimoniali e amministrative.

La cancellazione della confisca automatica non significa però che lo Stato rinunci a ogni autorità sugli immobili. La legislazione fa salva la possibilità di avviare procedure per la perdita della proprietà di edifici dichiarati in rovina a causa dell’abbandono, qualora il proprietario non intervenga per recuperarli. Inoltre, la nuova disciplina non prevede la restituzione automatica degli immobili già confiscati in applicazione delle precedenti disposizioni.

La riforma tenta di far fronte a un’emergenza abitativa di vaste proporzioni. Secondo i dati ufficiali ripresi dall’agenzia EFE, il deficit supera le 800mila abitazioni, una carenza aggravata dal deterioramento degli edifici, dalla scarsità di manutenzione e dai danni provocati dai disastri naturali.

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