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Cronaca internazionale

Trump contro la BBC, arriva la svolta nella causa miliardaria: il presidente dovrà testimoniare

La giudice fissa l’11 dicembre come termine per la deposizione del presidente. Al centro della disputa il documentario sul 6 gennaio e il montaggio contestato dall’ex tycoon

Donald Trump aveva trascinato la BBC davanti alla giustizia americana chiedendo un risarcimento miliardario, ma adesso è lui a dover rispondere alle domande degli avvocati dell’emittente britannica. La giudice federale Enjoliqué Lett, nel corso di un’udienza tenutasi oggi a Miami, ha stabilito che il presidente degli Stati Uniti dovrà sottoporsi a una deposizione sotto giuramento entro l’11 dicembre, nell’ambito della causa da 10 miliardi di dollari intentata contro la televisione pubblica britannica.

Il 16 ottobre era il giorno concordato tra gli avvocati delle due parti per raccogliere la testimonianza del presidente. Ma il 28 settembre i legali di Trump avevano comunicato che il loro assistito non sarebbe stato disponibile a causa di altri impegni istituzionali, promettendo di individuare una nuova data. Successivamente, avrebbero indicato come possibile finestra soltanto la seconda o la terza settimana di gennaio 2027, quando la fase di raccolta delle prove sarebbe già terminata.

Secondo quanto riferito dall’Associated Press, Charles Tobin, avvocato della BBC, ha fatto osservare alla giudice che Trump, nel giorno in cui avrebbe dovuto testimoniare, si trovava in Georgia per partecipare a iniziative elettorali a sostegno dei candidati repubblicani. Successivamente aveva raggiunto Mar-a-Lago, in Florida, per un evento del Comitato nazionale repubblicano. Non un impedimento istituzionale insuperabile, ma una scelta di priorità politiche.

Il problema, dal punto di vista processuale, è che il tempo sta per scadere. La fase durante la quale le parti possono richiedere documenti, raccogliere testimonianze ed esaminare elementi probatori, terminerà il 18 dicembre. Senza ascoltare il principale promotore dell’azione legale, sostengono gli avvocati britannici, la BBC non potrebbe esercitare pienamente il proprio diritto di difesa. La giudice Lett ha quindi fissato il termine dell’11 dicembre, lasciando aperta la possibilità di modificare il calendario soltanto attraverso una decisione del giudice competente per la gestione complessiva del procedimento.

Per comprendere la portata dello scontro bisogna tornare alle settimane precedenti le elezioni presidenziali americane del 2024. Nell’ottobre di quell’anno, la BBC aveva trasmesso il documentario Trump: A Second Chance?, contenente un montaggio di alcuni passaggi del discorso pronunciato dal presidente il 6 gennaio 2021, poco prima dell’assalto Capitol Hill.

Il documentario aveva accostato frasi pronunciate in momenti differenti dell’intervento, creando l’impressione che Trump avesse rivolto ai propri sostenitori un’esortazione diretta alla violenza. Una ricostruzione che l’emittente ha successivamente riconosciuto come fuorviante. La controversia ha avuto conseguenze importanti anche all’interno della BBC. Il gruppo ha presentato le proprie scuse e lo scandalo ha contribuito alle dimissioni del direttore generale e della principale responsabile dell’informazione.

Nel dicembre 2025 Trump ha presentato una causa in Florida chiedendo 10 miliardi di dollari di danni e accusando la BBC di diffamazione e pratiche commerciali ingannevoli e scorrette. L’emittente aveva riconosciuto l’errore editoriale, ma ha respinto la tesi secondo cui il montaggio costituisse diffamazione.

A rendere ancora più delicato il procedimento è la decisione degli avvocati della BBC di coinvolgere Jack Smith, l’ex procuratore speciale del Dipartimento di Giustizia che aveva condotto le indagini federali sui tentativi di Trump di ribaltare il risultato delle elezioni presidenziali del 2020. All’inizio di ottobre, il gruppo britannico ha notificato a Smith una citazione per raccoglierne la testimonianza nell’ambito del processo civile

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