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Cronaca locale

Al Parenti “Milano e i morti” vince la gara di drammaturgia

46 partecipanti al bando, dedicato ai linguaggi dei territori lombardi

Regina del palcoscenico Andrée Ruth Shammah

Chissà che da questa nuova iniziativa non esca un nuovo Giovanni Testori 2.0: non a caso proprio il Teatro Franco Parenti si è reso promotore del Bando dal titolo «Teatro, specchio di un territorio», presentato insieme alla Regione, che lo ha finanziato. Due donne, Andrée Ruth Shammah, direttore del Parenti e tra i fondatori, e Francesca Caruso, Fratelli d’Italia, assessore alla cultura della Regione Lombardia, si dividevano la terrazza con complicità e condivisione di interessi, seppur ognuna sostenesse la sua parte. «È piacevole pensare che la Regione non sia lontana da Milano: è presente da qui a fuori» ha detto la Shammah. «Il progetto non coinvolge solo Milano -dice la Caruso-: viene messa al centro l’identità lombarda. I giurati vengono da tutta la regione, e il progetto molto trasversale, a 360 gradi, perché prevede anche formazione e sulle periferie».

Ben 46 testi hanno concorso per il Bando del Parenti dedicato alla nuova drammaturgia che racconta la cultura, la storia e i linguaggi del territorio lombardo, e il vincitore è stato

Francesco Toscani, di Como, con «Milano e i morti»: classe 1996, è autore teatrale e ricercatore, ha frequentato il corso per Autori Teatrali della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, si è laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Milano ed è dottorando in Italianistica all’Università degli Studi di Perugia, dove approfondisce il rapporto tra letteratura e drammaturgia contemporanea. Nel 2021 ha partecipato ad Abbecedario per il mondo nuovo del Piccolo Teatro di Milano e nel 2023 ha firmato una drammaturgia per Italian Stories, promosso dal Piccolo Teatro e dal Ministero del Turismo.

«Milano e i morti» racconta la storia di Clara e Laura: la prima vive nel centro di Milano, di famiglia ricca; la seconda vive a Corsico, in una famiglia povera. Si incontrano a quindici anni e si ritrovano a quarantacinque. La loro amicizia potrebbe diventare un amore: ciascuna cerca nell’altra una possibilità di salvezza o di fuga dal mondo in cui è cresciuta. Attraverso questa vicenda intima, il testo racconta trent’anni di trasformazioni di Milano: i cambiamenti

economici, sociali e del paesaggio entrano nelle vite delle protagoniste, nei loro desideri e nelle distanze che le separano. «Quando il testo funziona, il lavoro corre - ha detto Claudio Autelli, regista e direttore artistico del Filodrammatici-. Amo frequentare la drammaturgia contemporanea: lavorare con un autore vivo ti permette di fare in modo che il testo sia un percorso, non solo un risultato». «Non avevo capito dalla sola lettura che questo testo restituisce le due anime di Milano che si intrecciano -commenta la Shammah-. Un vantaggio di questo bando è anche quello di proporre la mise en espace».

La produzione dello spettacolo si svolgerà nella Bottega dell’arte del Parenti a Trivolzio (Pavia), e sarà in stagione a Milano nel 26/27.

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