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Cronaca locale

Demolizione di San Siro, rischi anche per la salute

Legambiente Lombardia chiede valutazioni più approfondite sull’impatto complessivo dell’operazione che gravita attorno allo stadio, compresi la deviazione del tunnel e i nuovi edifici

Meazza addio I lavori di smantellamento del «vecchio» Meazza cominceranno nel 2013 e dureranno un anno

Legambiente Lombardia chiede una valutazione complessiva delle possibili conseguenze ambientali e sanitarie della demolizione dello stadio e degli interventi previsti nell’area di San Siro. Secondo l’associazione, il piano attuativo della Grande funzione urbana (Gfu) deve essere esaminato nella sua interezza, comprendendo lo spostamento del tunnel Patroclo e le nuove edificazioni, senza suddividere la procedura in valutazioni separate dei singoli progetti. Al centro delle preoccupazioni ci sono soprattutto le possibili conseguenze per la salute derivanti dalle attività di cantiere, dalla dispersione delle polveri durante la demolizione alle emissioni prodotte dai macchinari e dai mezzi impiegati nei lavori e nei trasporti. Legambiente sollecita verifiche approfondite per quantificare questi effetti e chiede di rivedere l’impostazione del procedimento di Valutazione ambientale strategica (Vas), integrandolo con una valutazione dell’impatto sanitario. Per Barbara Meggetto, presidente dell’associazione «sono molti i prevedibili profili di impatto sanitario, da quantificare con la massima attenzione. Ricordiamo, oltre alla inevitabile dispersione in atmosfera delle polveri di demolizione, le emissioni derivanti dai macchinari impiegati nelle attività di cantiere e nei trasporti».Le preoccupazioni di Legambiente sono più che fondate: lo smantellamento di San Siro, che avverrà solo una volta che sarà ultimato il nuovo stadio, si spera in tempo per gli europei 2032, avrà senza dubbio un impatto monstre sulla città. Basta pensare ai 60.654 seggiolini che equivalgono a 273 tonnellate di plastica e che saranno regalate ai tifosi come cimelio, a patto che se li portino via . Poi toccherà agli impianti, a essere smantellati, ovvero cavi, quadri elettrici, lampade, riscaldamento, condizionatori, tubature, frigoriferi e ventilazione per un totale di 5mila tonnellate.Poi ci sono i Raee ovvero tornelli, sistemi audio video, schede elettroniche, batterie, motori, l’intero apparato elettronico: si parla di 2mila tonnellate per un volume pari a 200 container. I rifiuti elettronici più gli impianti arrivano a pesare 5 tonnellate, esattamente quanto la Tour Eiffel.Poi c’è la copertura del Meazza che è fatta di travi di acciaio: quelle corte pesano 1.100 tonnellate, quelle lunghe 2mila. Considerando i contrappesi che servono a tenerle in equilibrio e le «zattere» ovvero la copertura vera e propria realizzate per i mondiali di Italia 90 si arriva a un peso complessivo di quasi 20mila tonnellate di acciaio da smaltire. Poi si passa al cemento armato, il grande mostro da demolire che secondo la Vas produrrà 225mila tonnellate di macerie, che per la metà arriva dagli spalti dei tre anelli, Poi ci sono le spirali che contengono le rampe di scale che raggiungono le 85.200 tonnellate da sommare alle 11 torri per 37.800 tonnellate. Qui il tema è lo sbriciolamento e la separazione dei materiali che costituiscono il cemento armato: la polvere prodotta potrebbe arrivare a oscurare la città, tanto per rendere l’idea. Ecco quindi che la demolizione avverrà sotto una nebulizzazione costante di acqua.

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