In Largo Augusto, dietro il banco di un’edicola storica, c’è una storia che parla di ripartenza. È quella del signor Magni, che per anni ha portato avanti l’attività prima di cederla alla famiglia Zerpa, arrivata dal Perù. La madre, in Italia da 20 anni, ha conosciuto Magni per caso. Dopo un primo contatto, era stato lui, malato di cancro, a richiamarla per chiederle di lavorare insieme. Tra i due era nata un’amicizia e, arrivato il momento di lasciare l’attività, la richiesta è stata precisa: mantenerla come edicola e conservare l’insegna. Oggi la proprietà è della figlia Arianna e la famiglia cerca di tenere viva quella storia, aprendola anche a nuove iniziative, dagli eventi alle attività pubblicitarie. «Ci vengono in tanti, sono persone che conoscono l’edicola da anni», raccontano. Intorno, però, molte rivendite hanno chiuso. E anche per loro non mancano le difficoltà, a partire dai costi del suolo pubblico. È in storie come questa che si legge il tentativo delle edicole milanesi di resistere alla crisi. A Milano le edicole sono in affanno, ma meno rispetto ad altre grandi città. «Riescono a resistere perché sono attività che non fanno solo più le edicole», spiega al Giornale Alessandro Rosa, presidente di Snag Confcommercio Milano, il sindacato provinciale autonomo giornalai. Il segreto, secondo Rosa, è il rinnovamento: «Stiamo interpretando l’edicola come un’impresa che svolge servizi».
I numeri confermano che la crisi esiste, ma che nel Milanese la contrazione è stata più contenuta rispetto ad altri territori. Tra il 2019 e il 2023, nella provincia di Milano, le edicole sono passate da 1.084 a 955, con una perdita di 129 punti vendita, pari all’11,9%. Nello stesso periodo, la riduzione è stata del 16,5 per cento a livello nazionale e del 15,9 per cento in Lombardia. Nel 2023 le imprese individuali che operavano nel settore nella provincia erano 615. «Milano è l’unica città in Italia dove le edicole si vendono», osserva Rosa. Secondo il presidente, nonostante le difficoltà c’è ancora chi è disposto a investire. «Come Confcommercio nel 2026 abbiamo seguito 34 nuove imprese, un trend in corso da ormai quattro anni. Milano soffre, ma si sta rinnovando», racconta. L’idea è superare il modello dell’edicola tradizionale, in cui il giornale rappresenta l’unica fonte di ricavo, e costruire attività capaci di offrire servizi aggiuntivi. La normativa regionale prevede che il 51% dell’attività sia dedicato ai prodotti editoriali, mentre il restante 49% possa essere destinato ad altro. «Come Confcommercio sfruttiamo l’impresa e non solo l’edicola», sottolinea Rosa.
La famiglia Zerpa, in Largo Augusto, prova a muoversi proprio in questa direzione. L’idea è organizzare eventi e affittare l’edicola anche per iniziative pubblicitarie. Ma la famiglia segnala un aumento delle spese per l’occupazione del suolo pubblico, arrivato a circa mille euro all’anno in più. Un problema che si inserisce nel quadro dei costi di gestione ma Rosa sottolinea che il Comune ha ridotto il canone nel periodo di Expo e oggi la città può contare su tariffe contenute. Da quattro anni è previsto un bonus che compensa il 60% del costo dell’occupazione del suolo. «Le spese gestionali di un’edicola sono meno di 4mila euro all’anno», afferma. Ma se a Largo Augusto la sfida è custodire una bottega storica e reinventarla, a San Babila il problema è riuscire a far quadrare i conti. Rhaman lavora nella sua edicola da oltre quattro anni e ogni mattina arriva da Pioltello per iniziare alle sei. La giornata finisce alle otto di sera, dal lunedì al sabato. «L’ho comprata perché a Milano è ancora possibile farlo», racconta. La realtà quotidiana è fatta di consegne che non sempre corrispondono agli ordini, giornate in cui si vende di più e altre in cui gli incassi sono inferiori. «Per vendere tanto devo abbassare i prezzi perché cerco di capire il cliente». La posizione centrale non basta a garantire il lavoro: nella zona ci sono molte altre edicole e, secondo Rhaman, il passaggio delle persone è condizionato anche dalla metropolitana. A complicare la situazione ci sono stati i lavori che hanno costretto l’attività a rimanere chiusa per due anni, un periodo durante il quale racconta di aver ricevuto aiuto dal Comune. È il lato faticoso di un mestiere che, per Rosa, deve cambiare pelle per sopravvivere. La trasformazione passa anche dalla capacità di capire le esigenze dei clienti, ampliare l’offerta e costruire un rapporto. Ma c’è anche chi ritiene che una parte delle difficoltà nasca dalle scelte dell’intero sistema editoriale.
All’edicola Rimoldi, attiva dal 1948 in zona Coni Zugna, Stefano apre alle 5.30 e chiude alle otto di sera. La sua è una rivendita di quartiere, con clienti che arrivano da anni e che spesso non hanno bisogno nemmeno di spiegare che cosa cercano. «Noi abbiamo clienti fidelizzati. Ci scelgono perché ci conosciamo da sempre», racconta. Un rapporto personale che continua a essere il punto di forza dell’attività. «Si parla di crisi dell’editoria, sono arrabbiatissimo con gli editori», afferma Stefano, criticando l’ingresso dei prodotti editoriali nella grande distribuzione. A suo giudizio, le edicole sono state progressivamente indebolite da scelte che hanno spostato altrove una parte delle vendite. «È un settore dove bisogna investire, lo devono fare tutti i soggetti», sostiene. Nel mirino ci sono anche gli sconti sugli abbonamenti e le politiche di distribuzione. Il prezzo di copertina è imposto, osserva, mentre attraverso altri canali gli editori possono proporre condizioni differenti. Eppure la Rimoldi è una realtà che funziona. Stefano racconta di essersi orientato anche verso altri circuiti, cercando di adattarsi a un mercato in evoluzione senza rinunciare alla propria passione per la carta. Non utilizza i social per promuovere l’attività, soprattutto perché il lavoro quotidiano è già molto impegnativo. In ogni caso, Stefano parla con entusiasmo e passione della sua professione a cui dice di essere «molto affezionato». Intanto il Comune, con il progetto «Sportelli di quartiere», sta coinvolgendo alcune edicole nella prenotazione di servizi anagrafici.
