Questa mattina un gruppo di alcune decine di persone ha tentato di assaltare l’ITIS Leonardo Da Vinci di Firenze. Alle 9.15 circa, una trentina di persone, probabilmente studenti ma non facilmente identificabili a causa dei passamontagna che ne travisavano pressoché completamente il volto, hanno provato a scavalcare il cancello per irrompere all’interno dell’edificio scolastico ma sono stati messi in fuga dai docenti, dal personale scolastico e da una volante, arrivata sul posto in pochi minuti. C’è stato un lancio di fumogeni e petardi ma il tutto pare sia durato circa un minuto, proprio per l’arrivo della polizia.
“È stata una cosa incredibile, impressionante. Meno male che è arrivata subito la volante. Fino a ieri questi ragazzi erano rimasti fuori dai cancelli. Stamattina, invece, c’è stata un’escalation che proprio non ci aspettavamo”, ha raccontato a La Nazione la dirigente scolastica Francesca Balestri. Così come nelle altre scuole, anche in questa c’è una certa agitazione: da circa una settimana poco meno di 100 persone stazionano all’esterno della scuola per ore, facendo anche un certo rumore durante le lezioni. Alcuni di questi, secondo la dirigente scolastica, sarebbero esterni al suo istituto. “Noi presidiamo la scuola al massimo e le forze dell’ordine sono sempre state presenti. Stamani, però, questo gruppone che non fa riferimento ad alcuna particolare sigla è andato oltre. Non si è insomma ‘limitato’ a creare confusione fuori, bloccando anche la strada e rendendo per certi versi difficoltoso l’ingresso agli alunni che entrano in classe”, ha spiegato ancora.
“Quel che è successo è molto preoccupante. Noi stiamo facendo il massimo per mantenere aperto il dialogo con gli studenti e ripristinare una situazione proficua per tutti. Ma l’autogestione, nel caso, posso assicurarla solo se c’è sicurezza. Noi dobbiamo garantire il diritto all’istruzione, la sicurezza e la serenità di chi vuole venire a scuola e fare lezione”, ha aggiunto Balestri. Che poi ha chiosato: “Siamo tutti in ansia. C’è bisogno di una mobilitazione del territorio, a partire dalle famiglie. Non possiamo continuare così. Cosa sarebbe successo se non ci fosse stata la volante nei paraggi?”.
