Anche se oggi, come speriamo (quasi) tutti, non succederà niente, Milano sarà comunque violata. Perché non è normale che, dopo aver lavorato o studiato un’intera settimana, i cittadini non siano liberi di immaginare una passeggiata in centro, uno spritz in via Dante o una preghiera in Duomo. Così come non è giusto che i commercianti debbano rimetterci gli incassi, già provati da un periodo di crisi, perché i turisti hanno annullato prenotazioni e viaggi e i milanesi oggi preferiranno stare alla larga dal centro. Uno stupro intollerabile questa paura che attanaglia chiunque abbia visto le violenze dello scorso fine settimana. E non si tratta di psicosi, perché solo l’ipotesi di finire in mezzo a quelle devastazioni è sufficiente motivo di preoccupazione. Per questo fanno ancor più rabbia le solo mezze condanne della sinistra che dopo aver censurato e distruzioni, è tutta presa a cercare cause sociologiche del sacco di una città che ha proprio nell’accoglienza la sua più nota virtù. Finiamola e diciamo chiaro che chi non si integra, non vuole integrarsi. Non sono le scuole a mancare e nemmeno il lavoro: piuttosto mancano a sinistra politici con una visione del futuro. Sostenibile e non irrealizzabile.

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