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Cronaca locale

La libertà violata di una città aperta

Uno stupro intollerabile questa paura che attanaglia chiunque abbia visto le violenze dello scorso fine settimana

Vetrine dei negozi in centro coperte da pannelli di legno per evitare saccheggi, Milano (Italy) October 24, 2026 (Photo Massimo Alberico/LaPresse). Nella foto pannelli in via Montenapoleone.

Anche se oggi, come speriamo (quasi) tutti, non succederà niente, Milano sarà comunque violata. Perché non è normale che, dopo aver lavorato o studiato un’intera settimana, i cittadini non siano liberi di immaginare una passeggiata in centro, uno spritz in via Dante o una preghiera in Duomo. Così come non è giusto che i commercianti debbano rimetterci gli incassi, già provati da un periodo di crisi, perché i turisti hanno annullato prenotazioni e viaggi e i milanesi oggi preferiranno stare alla larga dal centro. Uno stupro intollerabile questa paura che attanaglia chiunque abbia visto le violenze dello scorso fine settimana. E non si tratta di psicosi, perché solo l’ipotesi di finire in mezzo a quelle devastazioni è sufficiente motivo di preoccupazione. Per questo fanno ancor più rabbia le solo mezze condanne della sinistra che dopo aver censurato e distruzioni, è tutta presa a cercare cause sociologiche del sacco di una città che ha proprio nell’accoglienza la sua più nota virtù. Finiamola e diciamo chiaro che chi non si integra, non vuole integrarsi. Non sono le scuole a mancare e nemmeno il lavoro: piuttosto mancano a sinistra politici con una visione del futuro. Sostenibile e non irrealizzabile.

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