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Cronaca locale

La rabbia degli agenti dopo l’ennesima conta dei feriti post manifestazione a Trieste: “Si rischiano enormi tragedie”

Anche Fedriga è intervenuto condannando le violenze: “Inconcepibile e non tollerabile”

Scontri tra polizia e manifestanti

Il bilancio della guerriglia a Trieste di ieri sera è pesante: si parla di 3 agenti di polizia feriti, tra cui il vicario della questura locale, ancora ricoverato per accertamenti, dopo essere stato raggiunto da una bomba carta. È l’ennesimo weekend in cui si contano i danni e i feriti tra le file delle forze dell’ordine. Un bilancio non più sostenibile, anche perché il timore è che prima o poi si superi un confine dal quale poi non si torna più indietro.

“Ieri sera, a Trieste, nel corso di una manifestazione improvvisata e violenta, si è sfiorata la tragedia e oggi contiamo tre colleghi feriti: uno del Reparto Mobile, uno della Questura e il Vicario. In modo particolare, il dottor Boido è stato raggiunto da una bomba carta che solo per una frazione di secondo non è esplosa a contatto con la sua testa, deflagrando appena toccato il suolo ai suoi piedi: cosa sarebbe potuto accadere se fosse andata diversamente?”, si chiede oggi il segretario generale del Coisp, Domenico Pianese, a fronte di quanto accaduto a Trieste. “Queste manifestazioni violente rischiano di generare enormi tragedie rispetto alle quali ci auguriamo che il sistema giudiziario riesca a dare le necessarie risposte per far capire che comportamenti di questo tipo non possono più essere tollerati nel nostro Paese. Nel contratto di lavoro di chi indossa una divisa non c’è scritto che si debba fare da bersaglio a bombe carta, mazze, bastoni o sampietrini. I poliziotti devono essere tutelati come ogni altro cittadino, a maggior ragione perché rappresentano lo Stato nelle piazze. Ai colleghi va tutta la nostra vicinanza e solidarietà. Il dottor Boido al momento è ricoverato in ospedale in osservazione, mentre gli altri due colleghi hanno ricevuto per ora cinque giorni di prognosi”, ha concluso il sindacalista.

“Quanto accaduto è grave e non può essere in alcun modo tollerato. Il diritto di manifestare, costituzionalmente garantito, non può mai trasformarsi in violenza, aggressioni o attacchi contro le nostre donne e i nostri uomini in divisa che, ogni giorno, operano con professionalità, abnegazione e senso del dovere anche nelle situazioni più difficili”, è la nota di Nicola Molteni, sottosegretario al ministero dell’Interno. Solidarietà agli agenti e sdegno per gli attacchi arrivano anche dal governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga: “Esprimo totale solidarietà alle forze dell’ordine che ieri nei disordini verificatisi a Trieste nel corso della manifestazione hanno pagato con dei feriti: attaccare i servitori dello Stato è semplicemente inconcepibile e non tollerabile in uno Stato democratico”. Anche l’Ugl di Trieste ha espresso solidarietà sia ai poliziotti che ai giornalisti feriti: “La violenza e l’aggressione contro chi garantisce la sicurezza dei cittadini e contro chi svolge il proprio lavoro per informare l’opinione pubblica sono atti inaccettabili e incompatibili con i principi fondamentali del dialogo civico e della democrazia”.

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