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Cronaca locale

La sinistra condanna a metà. “Quei ragazzi vanno ascoltati”

Il solito distinguo tra la piazza buona e quella cattiva. Cossutta, tra i candidati sindaco a sinistra: “Non sono facinorosi ma ragazzi arrabbiati a cui la politica ha tolto il futuro”

Gli scontri durante la manifestazione 'Italia In Piazza' del 17 ottobre 2026, Milano. ANSA/PAOLO SALMOIRAGO // Clashes during the 'Italia In Piazza' demonstration, Milan, 17 October 2026. ANSA/PAOLO SALMOIRAGO

Sassaiuole contro la polizia, idranti e cestoni di ferro che volano, bombe carta in Galleria, piazza Duomo devastata. La sinistra milanese, a partire da sindaco e vicesindaco che condannano le violenze, ma con dei distinguo - tra chi si è infiltrato per dare battaglia e le istanze di chi manifesta mentre il centrodestra esprime subito parole di solidarietà alle forze dell’ordine. Dall’interno della sinistra si alza la voce di Carlotta Cossutta, nipote di Armando, docente di filosofia politica alla Statale, esponente del collettivo femminista «Non una di meno», candidata alle primarie del centrosinistra per il sindaco, che prende l partid ei manifestanti: «Se cinquemila giovanissimi, per lo più minorenni, scendono in piazza, la politica ha un solo dovere: abbandonare i mantra di condanna e aprire le orecchie per ascoltare quello che questa generazione sta chiedendo. Ciò che si è riversato in piazza a Milano non è un gruppetto di facinorosi, bensì la giusta rabbia di ragazzi a cui la politica sta togliendo il futuro». Così la vicesindaco Anna Scavuzzo: «Le violenze in piazza del Duomo sono inaccettabili: la violenza è da condannare senza ambiguità. Il mio pensiero va a tutti i feriti: ai ragazzi e agli agenti. Va ai commercianti e ai cittadini che hanno vissuto ore di paura nel cuore della città». Ma... c’è un ma, un distinguo da fare: «Non permettiamo a pochi violenti di rubare la voce a migliaia di persone scese in piazza per salari che non bastano, affitti insostenibili e un costo della vita che pesa ogni giorno. Quelle domande sono vere». Soprattutto nella Milano glitterata ed espulsiva, che prorpio Scavuzzo governa. In serata arrivano anche le parole «democristiane» del sindaco Beppe Sala che condanna le violenze e i danni alla città: «Sono ingiustificabili. La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale oppure di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile».A destra sono uinanimi le parole di condanna per le violenze dei manifestanti, a partire dai candidati sindaci. «I disordini che hanno colpito Milano vanno condannati unanimemente e senza ambiguità - sentenzia Matteo Perego di Cremnago, sottosegreatraio alla Difesa e candidato sindaco di Forza Italia -.I giovani hanno diritto di manifestare ma questo non deve diventare un pretesto e una giustificazione ad attacchi alle forze dell’ordine e alla libertà degli altri cittadini e di chi lavora».«Milano oggi è stata ferita da chi ha scambiato piazza Duomo per un campo di battaglia» commenta amara la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi. La Lega da tempo propone la cauzione obbligatoria per chiunque organizzi manifestazioni (proposta lanciata dall’allora vicesindaco Riccardo de Corato) ricorda la vicesegretaria della Lega e candidata sindaco Silvia Sardone. «La violenza non puo’ mai essere una forma di manifestazione. Così non si costruisce alcun dialogo e si ferisce la città tutta» sottolinea ricorda Marco Barbieri.

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