Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 09:51
Cronaca locale

L’appello di Sala e Confcommercio: “Tenete i negozi aperti, niente panico”

“Tenete i negozi aperti, niente panico”. Barbieri: “Si sono diffuse grande angoscia e psicosi, ma governo e istituzioni hanno reagito. Difendiamo l’immagine di Milano internazionale”. Il sindaco lamenta che Meloni non lo chiama. Il governatore Fontana: “Presente coi fatti, 500 militari in più”

Le vetrine di un negozio vengono coperte con dei pannelli in vista delle prossime manifestazioni, Milano, 24 ottobre 2026. ANSA/Paolo Salmoirago

Il sindaco e Confcommercio invitano i negozianti a «non chiudere» oggi. «Non si diffonda il panico, siamo preparati» sostiene Beppe Sala. «Purtroppo - afferma il segretario generale di Confcommercio Marco Barbieri - da lunedì scorso si è diffuso un senso di grande angoscia e di psicosi ma Milano deve dimostrare di essere una città aperta e internazionale». Eppure, dopo la guerriglia dello scorso weekend, le vetrine spaccate e i negozi saccheggiati dai baby teppisti la tensione in città e tra i commessi è altissima. Da Rinascente che chiuderà alle 15 del pomeriggio a Nike in corso Vittorio Emanuele ha coperto anche le insegne per rendersi «invisibile» (è uno dei marchi nel mirino dei maranza a caccia di scarpe e felpe alla moda), «Foot Locker» che ha blindato il negozio in centro e rimanda i clienti agli acquisti on line o in altre zone ai pannelli di legno spuntate davanti alle vetrine più cool tra i giovani in corso Garibaldi, la sensazione è di una città che si prepara a un’invasione. «Tendenzialmente ristoranti e bar lavoreranno e sono pronti a ritirare i dehors o chiudere in caso di rischio, molte boutique del Quadrilatero e i negozi di via Torino già assaltati vogliono chiudere» riferisce Barbieri, tempestato di chiamate da giorni. E c’è chi si rivolge all’associazione per avere indicazioni sulle protezioni da utilizzare per evitare (o contenere) i danni. Sala seguirà la situazione oggi dalla centrale operative dei vigili in piazzale Beccaria, «magari andrò a fare acquisti anch’io per dare un segnale» ha detto ieri. Coglie «qualche segnale positivo, gli anarchici ad esempio hanno annullato il presidio. Speriamo non ci siano problemi». Poi, «abbiamo capito che le autoconvocazioni non sono tradizionali, tutto può succedere fino all’ultimo minuto, per questo è importante essere preparati». Nonostante le critiche da sinistra ribadisce che l’invio di 500 militari disposto dal governo è positivo e «gireranno in gruppetti di cinque dove potenzialmente ci sono minacce, quindi nelle vie dello shopping ma anche vicino alle università perchè sono tra i punti citati nelle chat. Ma non mettiamoci in testa che sarà una città militarizzata». Sala si lamenta per non aver ricevuto una telefonata dalla premier Giorgia Meloni, «poi sta a ognuno rapportarsi ai sindaci come ritiene, le differenze politiche ci sono ma di fronte certi problemi bisognerebbe discutere, non guasterebbe più vicinanza istituzionale». Opposta l’opinione del governatore Attilio Fontana: «Mi pare che la vicinanza del governo sia stata molto consistente e nei fatti: 500 militari in più». Lo ribadisce il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi che propone però «al di là dell’emergenza» di «tenere un Consiglio dei ministri a Milano, come è accaduto in altre città». Idea sposata dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, «come segnale importante di vicinanza e attenzione alla città in un momento così difficile». E anche lui condivide l’appello di Sala ai negozi «perchè restino aperti, Milano non può cedere alla paura dei vandali. Abbiamo fiducia nelle istituzioni, nelle forze dell’ordine e nei militari perché siano evitati nuovi episodi di teppismo diffuso senza senso».

É quanto continua a ripetere Barbieri ai commercianti: «Il governo è intervenuto, c’è un dispositivo di sicurezza molto importante. Non alimentiamo una psicosi ogni weekend». Il prossimo è il ponte di Halloween e di ognissanti, poi si entrerà in clima di weekend pre natalizi. «Se ora continuiamo a raccontare che Milano è diventata un disastro, è pericolosa, ne va dell’immagine della città e del Paese» avverte. Quindi: «É successo qualcosa di grave ma governo e istituzioni hanno reagito. E saremo in contatto costante con la questura». Tanti negozi hanno già subito danni. La confederazione ha stanziato una «somma importante» per andare incontro alle spese in città come Milano, Torino o Bologna dove si sono verificati danni delinquenziali. Anche Camera di Commercio e Comune valutano un bando di sostegno per le attività vittime di atti delinquenziali e potrebbe spuntare un emendamento al Dl Sicurezza in Parlamento per stanziare fondi per le imprese danneggiate.