Una discussione per i troppi rumori in casa, poi gli insulti e la violenza. È finita con quattro persone in ospedale una lite tra vicini scoppiata in un condominio del quartiere Girasole, a San Mariano, nel comune di Corciano, in provincia di Perugia. La colluttazione, avvenuta nelle prime ore del mattino e ha coinvolto una coppia peruviana e due vicini, padre e figlio di origine macedone. Secondo le ricostruzioni, sarebbero stati utilizzati anche bastoni e un coltello. A riportare le conseguenze più gravi sono stati i componenti della coppia peruviana; l’uomo e la donna hanno ricevuto prognosi rispettivamente di 30 e 35 giorni. Gli altri due coinvolti hanno riportato lesioni meno serie. I carabinieri intervenuti hanno avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto e chiarire le responsabilità.
Le accuse reciproche
All’origine dello scontro ci sarebbero mesi di contrasti legati ai rumori provenienti dagli appartamenti. La famiglia peruviana sostiene di essere stata presa di mira dai vicini, che si lamenterebbero frequentemente dei rumori provenienti dall’abitazione all’ottavo piano. La coppia riferisce di aver presentato cinque denunce nel tempo, alle quali sarebbero seguite querele da parte degli altri coinvolti. Le versioni sull’episodio più recente, tuttavia, sono discordanti. Entrambe le parti sostengono di essere state aggredite e di aver riportato ferite. Secondo il racconto dei peruviani, padre e figlio li avrebbero affrontati all’uscita del palazzo, colpendoli prima con pugni e poi con bastoni. I vicini, invece, avrebbero riferito di essere stati aggrediti a loro volta. Al centro della controversia c’è anche la presenza di un coltello: i macedoni sostengono che il vicino ne fosse in possesso. L’uomo avrebbe spiegato di portarlo con sé come utensile per il pranzo al lavoro e avrebbe riferito di essersi difeso utilizzando un pezzo di legno. Il figlio quattordicenne della coppia ha ripreso parte della colluttazione con il cellulare, mentre chiedeva ai presenti di smettere. Le immagini sono state successivamente diffuse, portando la vicenda all’attenzione pubblica.
“I nostri figli hanno paura di uscire”
A preoccupare maggiormente la coppia sono le conseguenze sui due figli, di 14 e 15 anni. Secondo i genitori, dopo l’accaduto i ragazzi hanno avuto paura di uscire di casa e per alcuni giorni non sono andati a scuola, temendo di incontrare i vicini. “Quando siamo tornati dall’ospedale ci hanno detto che non volevano più andare a scuola. Ed è un peccato, perché sono bravi”, racconta la donna, che riferisce come il figlio più piccolo avesse già assistito a un’altra aggressione a giugno. La famiglia sostiene che le tensioni vadano avanti da circa un anno e mezzo, da quando i vicini si sono trasferiti nell’appartamento sottostante. La donna racconta inoltre di insulti e minacce che sarebbero avvenuti quando usciva a portare il cane o faceva lavori domestici. “Io faccio di tutto per non fare rumore, ma non si può vivere così”, afferma. Aggiunge che i ragazzi chiedono di essere accompagnati alla fermata dell’autobus per evitare di tornare a casa da soli.
La richiesta di lasciare il condominio
Il padre, che al momento è costretto a restare in casa a causa delle lesioni riportate, chiede che la situazione venga risolta. “Vogliamo solo che vengano allontanati da questo condominio, dove noi viviamo da 20 anni”, dichiara. L’avvocato Francesco Mangano, che assiste la coppia, la descrive come una famiglia pacifica che non avrebbe mai creato problemi. Anche altri residenti, secondo quanto riferito dai peruviani, avrebbero avuto in passato contrasti con i vicini, ma temerebbero possibili ritorsioni. La vicenda resta al vaglio dell’autorità giudiziaria. Saranno gli accertamenti a chiarire le responsabilità dei quattro coinvolti, mentre nel condominio di San Mariano la convivenza tra le famiglie appare sempre più difficile.
