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il commento

Lo Stato xenofobo? Il dirigente è infedele

L’iniziativa di un dirigente scolastico del liceo di Salò

In trentasei scuole di Milano gli stranieri sono più degli italiani

Prima dei cattivi alunni, forse bisognerebbe cominciare a occuparsi dei cattivi maestri. Quelli che, secondo una precisa strategia gramsciana della sinistra, hanno occupato la scuola. Producendo almeno parte di quei mostri che vediamo oggi per strada. Ognuno poi si faccia la sua idea di quel dirigente scolastico che al liceo di Salò ha inviato la Circolare n.123, con tanto di intestazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito ad alunni e professori a cui viene proposto lo spettacolo teatrale Identità di carta. «Al termine, dopo la pausa per il pranzo, è prevista la visita al centro della città». La quota comprende il viaggio in bus gt da Salò a Monza e ritorno. Iniziativa meritoria e da incoraggiare, per avvicinare i giovani alla cultura e farli appassionare all’attualissimo tema dell’immigrazione. Magari per aprire loro la mente e invitarli alla riflessione e a formarsi un’autonoma opinione. Non fosse che lo steso dirigente scolastico, nella circolare parla di un’opera che «parte da una carrellata storica sull’emigrazione italiana, per poi concentrarsi sull’analisi della situazione immigratoria, con particolare riferimento alle recenti normative che rendono intollerante e xenofobo lo Stato stesso». Norme che rendono intollerante e xenofobo lo Stato stesso? Detto da un dirigente che di quello Stato è un dipendente e (nell’accezione più nobile) anche servitore? «È sempre la solita sinistra che cerca di indottrinare i ragazzi, trasformando le aule in luoghi di propaganda», denunciano i consiglieri regionali della Lega Alessandro Corbetta e Floriano Massardi. Difficile dar loro torto, ancor più difficile giustificare il dirigente scolastico. Anche se ci sarà qualcuno che tenterà di farlo.