Nell’arte (come nella vita) c’è spesso un fil rouge che lega la malinconia alla leggerezza, la memoria alla voglia di ricominciare. È lungo questa linea sottile che si muove la musica di Malika Ayane, una delle voci più raffinate e riconoscibili del panorama italiano, pronta a tornare dal vivo con «A Teatro 2026», il tour nei principali teatri italiani che martedì farà tappa agli Arcimboldi. Un appuntamento che riporta la cantautrice in una dimensione che la attrae particolarmente: quella del teatro, dove la voce, le sfumature interpretative e la ricchezza degli arrangiamenti possono trovare uno spazio privilegiato. In scaletta, il repertorio che ha accompagnato il suo percorso artistico, dagli esordi ai brani più recenti, in un itinerario musicale che riflette un’identità sempre riconoscibile, ma mai ferma, aperta alla ricerca e alla contaminazione. Il ritorno dal vivo arriva in una stagione significativa per l’artista, protagonista dell’ultimo Festival di Sanremo con «Animali notturn», scritto insieme a Edwyn Roberts e Stefano Marletta. Per Malika si è trattato della sesta partecipazione alla manifestazione.
Ma il 2026 segna soprattutto il ritorno discografico, dopo cinque anni, con «Cicale», album di inediti pubblicato il 18 settembre. Un lavoro nato dall’incontro con Andrea Bonomo e Pacifico. «Una mattina di dicembre, anni fa, camminavo vicino al teatro di Brecht a Berlino e ho chiesto a Bonomo come fosse possibile che lui e Pacifico non avessero mai fatto musica insieme». Un mese dopo i tre si ritrovavano in studio a Parigi con il proposito di «trasformare in musica le nostre sensibilità insieme». Ne è nata una canzone che porta con sé le suggestioni di un paesaggio invernale e di un’alba dopo una notte di festa. «Detto tra noi» rappresenta, nelle parole della cantautrice, «la lucida malinconia tipica dell’età adulta che quando siamo in buona chiamiamo consapevolezza e che nei giorni meno brillanti diventa saggezza».
