Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 12:29
Cronaca locale

Urbanistica: per via Fauché chieste pene fino a 2 anni

In via Fauché al posto di un laboratorio-deposito abbandonato è stata realizzata una palazzina residenziale con due piani fuori terra e un piano seminterrato, appartamenti e box

Ordine di demolire in via Fauché. Ora sono decine i palazzi a rischio

La condanna a un anno di arresto e 25mila euro di ammenda per il committente Luigi «Gigio» D’Ambrosio (storico speaker di Rtl 102.5) e il direttore dei lavori e progettista Marco Colombo per l’accusa di abuso edilizio, con pena sospesa, e un altro anno di reclusione per Colombo per l’accusa di falso, sempre con pena sospesa. Sono le richieste formulate ieri dal pm Paolo Filippini nella requisitoria al processo sul caso del cantiere nel cortile in via Fauché 9. Per Gaetano Risi, che figurava nelle pratiche come legale rappresentante della ditta costruttrice, il pm ha chiesto invece l’assoluzione «per non aver commesso il fatto».

In via Fauché al posto di un laboratorio-deposito abbandonato è stata realizzata una palazzina residenziale con due piani fuori terra e un piano seminterrato, appartamenti e box. Il pm ha chiesto anche la demolizione dell’edificio, come conseguenza della eventuale condanna per l’abuso edilizio. L’abbattimento dell’immobile è già stato ordinato dal Comune lo scorso gennaio, dopo una pronuncia del Consiglio di Stato. «Non può essere quella utilizzata (la Scia, ndr) l’autorizzazione corretta per costruire in un cortile - ha detto ieri in aula il pm -, dove altezza e volumetria devono essere identici al preesistente». Come

appunto dichiarato dal Consiglio di Stato. Secondo l’accusa, Colombo avrebbe reso dichiarazioni non conformi al vero qualificando l’intervento come una ristrutturazione, mentre si sarebbe trattato di una nuova costruzione per la quale era necessario un permesso di costruire. Il pm ha contestato inoltre che gli imputati potessero invocare la tesi dell’«affidamento incolpevole», cioè della buona fede, sulla base dei titoli abilitativi ottenuti e del fatto che se ne fossero occupati i tecnici comunali.

Commenti