Notte di sangue a Torino. Un ragazzo africano di 19 anni ha perso la vita dopo essere stato accoltellato.
I fatti si sono verificati nel tardo pomeriggio di ieri, venerdì 23 ottobre, a Parco Dora: l’allarme è scattato intorno alle ore 18.30, quando un residente, affacciato a una delle finestre che dominano la vasta area verde, ha notato un corpo immobile riverso al suolo. Subito dopo, lo stesso testimone avrebbe scorto un individuo dileguarsi rapidamente nel buio, allontanandosi di volata dalla scena del crimine. La centrale operativa del 118, allertata dall’uomo, ha inviato sul posto un’ambulanza in codice rosso.
Quando i sanitari sono giunti sul posto, hanno trovato la vittima riversa a terra in un lago di sangue, con accanto un monopattino, presumibilmente di sua proprietà. Il giovane extracomunitario presentava una profonda lesione all’addome inferta chiaramente con un’arma da taglio. Privo di sensi e con un ingente emorragia in corso, il ragazzo è stato stabilizzato sul posto e quindi trasportato d’urgenza al pronto soccorso.
Nonostante i disperati tentativi dei medici di salvargli la vita, il suo cuore ha cessato di battere poco dopo l’arrivo in ospedale, a causa della gravità delle lesioni riportate nell’aggressione. Oltre al personale del 118, hanno raggiunto il luogo dell’omicidio anche alcune volanti della polizia di Stato: gli investigatori della Squadra Mobile si sono messi subito all’opera per effettuare i rilievi del caso, setacciando l’area alla ricerca di prove in grado di fornire elementi utili per ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione e risalire all’identità del fuggitivo.
A quanto pare non ci sono altri testimoni oltre al residente che ha effettuato la prima segnalazione alle forze dell’ordine, per cui la speranza degli inquirenti è quella di riuscire ad estrapolare delle immagini del presunto responsabile dalle telecamere di videosorveglianza installate nelle vicinanze del sottopassaggio Donat Cattin, il luogo in cui sarebbe avvenuto l’agguato mortale. Gli investigatori stanno analizzando il contenuto dello smartphone del giovane africano per esaminare il traffico telefonico, i messaggi e le chat delle ore immediatamente precedenti l’aggressione, nel tentativo di capire eventualmente con chi avesse appuntamento o chi avesse sentito per ultimo.
Resta da chiarire ovviamente anche il movente dell’omicidio e se la vittima e l’assassino si conoscessero: per ora non si esclude alcuna pista, anche se l’ipotesi più probabile è che possa essersi trattato di un regolamento di conti legato al traffico di sostanze stupefacenti.