Un controllore della società di trasporti di Vicenza è stato accerchiato da una quindicina di studenti e colpito da alcuni minorenni dopo averli rimproverati per un comportamento scorretto all’interno dell’autobus. Secondo le testimonianze, gli aggressori avrebbero un’età tra i 15 e i 17 anni e frequenterebbero un istituto a Schio (Vicenza). Durante il tragitto uno di loro avrebbe azionato con insistenza l’allarme del mezzo. Il controllore lo ha richiamato all’ordine, venendo infine aggredito al termine della corsa. Un ragazzo gli avrebbe spinto la testa contro l’asfalto, mentre altri studenti incitavano i violenti. Nonostante i colpi subiti, l’operatore si sarebbe rialzato tornando sul bus. Un’altra aggressione era avvenuta la settimana scorsa, alla stessa fermata, con insulti al personale di Svt.
«Un episodio inqualificabile - ha commentato il presidente, Marco Sandonà - che mi auguro possa trovare la condanna ferma e unanime da parte di tutti. Non si è trattato di una bravata, ma di un’aggressione vera e propria. Il richiamo al rispetto delle regole di viaggio, e nel caso specifico all’utilizzo appropriato dei dispositivi di emergenza, è un elemento basilare per il funzionamento stesso del trasporto pubblico locale».
Il sindacato Filt Cgil, in una nota, chiede «che siano individuati rapidamente i responsabili di questa aggressione e che vengano adottati tutti i provvedimenti necessari nei loro confronti. Chiediamo inoltre a Svt, alle istituzioni locali, al mondo della scuola di aprire immediatamente un confronto sulla sicurezza del personale viaggiante e dei verificatori. Chiediamo inoltre di garantire la tutela legale al lavoratore e di aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi per il riconoscimento dell’infortunio». Per scovare il branco di ragazzini violenti, verranno ispezionate le telecamere e, a catena, verranno interrogati per individuare l’aggressore e la gang di amici che lo hanno incitato ad aggredire il povero autista. Si cercherà anche di capire se qualcuno dei passeggeri abbia visto qualcosa o ripreso con il telefonino la scena. Quello che lascia - anche stavolta - attoniti è l’età del gruppetto - tutti minorenni - e la presenza di un movente assolutamente futile per far scattare la violenza. Oltre che l’incamacità di accettare la sgridata di un adulto per un comportamento scorretto.
