A ottantaquattro anni il mondo si restringe. Diventa un appartamento, poche stanze, le scale che da sola non scendi più. Per Rosalba Persico, disabile, il mondo era il secondo piano del civico 16 di via Bottoni, al Vigentino. Ieri, poco prima delle 13, quel mondo è diventato un muro di fuoco.
Sono le 12.45 infatti quando i vicini chiamano il 112. Sulle scale sale già un fumo nero e denso, che toglie l’aria e la vista.
Arrivano i vigili del fuoco con sei mezzi e svuotano l’intera palazzina: cinque piani di gente spinta in strada con quello che ha addosso. Poi entrano dove nessuno potrebbe entrare. La trovano e la portano fuori. I soccorritori provano a rianimarla, ma per lei non c’è più niente da fare. Alle sue spalle l’appartamento è completamente avvolto dalle fiamme. Altre sette persone finiscono nelle mani del 118, nessuna in modo grave.
Fin qui sarebbe una tragedia di quelle che la città inghiotte in fretta. Ma in via Bottoni il fuoco ha una memoria. L’11 ottobre, appena due settimane fa, le fiamme si erano già prese il controsoffitto dello stesso condominio. Il fumo era salito ai piani alti, chi abitava lassù era rimasto bloccato e cinque persone erano finite in ospedale.
Anche allora i pompieri avevano messo in sicurezza lo stabile. Anche allora tutti avevano tirato un sospiro di sollievo.
È qui che la cronaca si fa sospetto concreto. Sul caso lavora da subito infatti il Nucleo investigativo antincendi di via Messina, che cerca tracce di sostanze acceleranti. Ufficialmente le cause sono ancora da accertare. Alcuni residenti però un’idea ce l’hanno già e lo dicono alla polizia che arriva sul posto: incendio doloso. «Sapevamo già che sarebbe successo», dice uno di loro, e il riferimento è a un altro abitante del palazzo. Che ieri, bloccato dai vigili del fuoco, è stato portato via dalle «Volanti» e accompagnato in questura, dov’è stato interrogato alla Squadra Mobile. Ieri sera la sua posizione era ancora al vaglio degli investigatori guidati dal neo dirigente Emanuele Fattori.
