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Cronaca nera

L’ex uccisa con l’auto: “È femminicidio”

L’uomo era stato inizialmente indagato per omicidio stradale. Secondo l’accusa ha provocato volontariamente l’impatto

Una delle automobili che si sono scontrate frontalmente sulla tangenziale di Cassano Magnano a bordo delle quali c'erano una 69enne, la vittima, e un 73enne, finito all'ospedale di Varese in codice giallo, 17 ottobre 2026. ANSA/ VIGILI DEL FUOCO ++HO -NO SALES EDITORIAL USE ONLY+ NPK+

Da omicidio stradale a femminicidio: è cambiata l’ipotesi di reato per Fulvio Ielmini, il 73enne indagato per la morte dell’ex compagna Pierina Buffon, 69 anni, travolta giovedì scorso in uno scontro frontale sulla tangenziale di Cassano Magnago, nel Varesotto. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe provocato volontariamente l’impatto con la Jaguar che guidava. La Procura di Busto Arsizio, che oltre al femminicidio contesta al 73enne di Gallarate anche l’omicidio volontario aggravato dai futili motivi, ha intanto disposto una perquisizione nella sua abitazione, mentre Ielmini resta ricoverato e piantonato all’ospedale di Varese in attesa di un intervento alla gamba sinistra. L’avvocato difensore Angelo Luini ha confermato che nella notte sono stati sequestrati documenti e strumenti elettronici dell’uomo, tra cui anche un dispositivo satellitare: tra gli aspetti al vaglio degli inquirenti, c’è infatti la possibile installazione clandestina di un dispositivo Gps sull’auto della donna, che avrebbe consentito di monitorarne gli spostamenti. Lui, dal letto d’ospedale, continua a sostenere di non sapere nulla. Di certo è escluso che i due avessero avuto contatti nelle 24 ore precedenti all’incidente mortale.

La relazione tra Pierina e Ielmini, durata otto anni, era infatti terminata a giugno per volontà della donna e secondo familiari e legale della vittima l’uomo non avrebbe accettato la separazione. A fine luglio era stata presentata una denuncia per presunti comportamenti persecutori, tra cui minacce e pedinamenti.

Atteggiamenti ossessivi che erano noti nella cerchia dei parenti più stretti e persino tra i vicini di casa e i conoscenti di Pierina, la quale aveva anche incaricato un legale per tutelarla.

Ma a pesare sulla decisione della Procura, oltre alla precedente denuncia presentata da Buffon per i comportamenti persecutori che l’uomo avrebbe tenuto dopo la fine della loro relazione, è stata la relazione sulla dinamica dell’incidente depositata sabato scorso dalla Polizia locale di Cassano Magnago: secondo i rilievi, ci sarebbero pochi dubbi sul fatto che sia stato Ielmini a invadere la corsia opposta, sulla quale viaggiava l’utilitaria della ex compagna, dopo aver lanciato la sua vecchia Jaguar a 140 chilometri orari.

Dopo aver appreso le generalità del ferito dell’altra auto coinvolta, i parenti della 69enne hanno pensato che poteva trattarsi di qualcosa di diverso dal tipico incidente stradale. E col trascorrere delle ore il sospetto si è fatto sempre più solido. «Mia madre è stata inseguita dal suo ex che si è fatto giustizia da solo - aveva dichiarato pubblicamente Danny Ruocco, uno dei figli di Pierina dopo l’incidente -. È stata aspettata e anche seguita, come dimostrano i video che ho in tasca».

Nei prossimi giorni è l’attesa l’autopsia sul corpo di Pierino, ma anche una perizia cinematica per ricostruire la dinamica dello schianto. L’avvocato di Ielmini aveva invece già richiamato l’attenzione sulle condizioni mentali del proprio assistito spiegando che «fondamentale, in questo momento, è stabilire le condizioni mentali del mio assistito».

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