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Cronaca nera

Mamma uccide la figlia di 3 anni

La donna, russa, voleva allontanare la bimba dall’ex marito violento e ha finito per accoltellarla

Tortona
Una veduta esterna della struttura di social housing a Tortona (Alessandria), dove una bimba di 3 anni � stata trovata morta, 23 ottobre 2026. ANSA/ ELENA GIRANI

Vuole allontanare la figlia dall’ex marito violento, uccide a coltellate la bimba di tre anni, Alessandra Lucia. Tragedia, giovedì notte a Tortona, Alessandria, all’interno di una struttura di accoglienza per donne vittime di violenza, una social housing in via Baluardo. Arrestata dai carabinieri l’omicida, Viktoria 30 anni di origini russe. L’allarme scatta passata l’una e trenta di ieri quando qualcuno sente delle grida dalla vicina chiesa di Santa Maria Canale. I militari entrano nell’alloggio e trovano la piccola a terra, ormai da ore priva di vita. Viene fermata la madre, repertata l’arma del delitto, un grosso coltello da cucina, allertati i servizi sociali che seguono da oltre un anno la difficile situazione familiare.

La donna è sconvolta ma di fronte al magistrato che la interroga racconta di continui soprusi e violenze subìte dall’ex compagno, un italiano, e della recente decisione del giudice di farlo riavvicinare alla figlioletta. Dalla disperazione per un provvedimento che la getta nel panico, all’insano gesto è un attimo. Non è escluso che intenzione della donna sarebbe stata quella, poi, di togliersi la vita. Tutto pur non rivedere quell’uomo e, soprattutto, di non farlo incontrare con la figlia. Secondo il medico legale uno solo il colpo fatale per la piccola anche se sarà l’autopsia, disposta nei prossimi giorni, a chiarire le cause esatte della morte. Una storia a dir poco drammatica che inizia con vessazioni e violenze quotidiane da parte dell’uomo. Tanto da spingere la moglie, nel 2024, a denunciarlo dopo un anno di percosse, anche davanti alla figlia all’epoca dei fatti di appena un anno. Quest’ultima circostanza è l’aggravante che sancisce l’allontanamento del padre. Nel fascicolo per maltrattamenti viene sottolineato, però, che le violenze sono rivolte solo alla madre e non alla figlia, anche se costretta ad assistere. Scatta il codice rosso contestuale alla separazione civile. Considerato il procedimento in corso, il giudice per i minori decide per l’affidamento esclusivo della bambina alla mamma. Il padre non ci sta e fa ricorso.

Intanto Viktoria e Alessandra Lucia dal 2025 vengono seguite dal Cisa, il Consorzio intercomunale socio-assistenziale di Alessandria. Il contesto familiare è particolarmente complesso per le difficoltà economiche e abitative. Ma, soprattutto, fortemente conflittuale con l’ex compagno e padre della piccola. Secondo le prime informazioni, i servizi territoriali avevano studiato un percorso di assistenza destinato a coinvolgere entrambi i genitori. Il tutto mirato, secondo gli assistenti sociali, al recupero del rapporto fra padre e figlia attraverso attività educative e di confronto con i genitori, per il benessere della bambina. Ciò nonostante il carattere violento e pericoloso dell’uomo. Nell’ultima udienza la possibilità di un riavvicinamento al padre si fa concreta. La donna sprofonda nell’angoscia più nera solo al pensiero di possibili incontri «protetti» con la persona che l’ha picchiata e vessata per anni. Paura, protrazione, choc hanno la meglio su una persona duramente provata. Per gli inquirenti questa è una delle ipotesi in grado di spiegare, almeno in parte, il fattore scatenante il dramma.