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Cronache

Cesare Battisti, nuovo no dei giudici alla richiesta di vedere il figlio fuori dal carcere. “Non basta che il suo legale faccia da garante”

Dopo il tribunale di Sorveglianza di Genova, anche quello di Massa ha rigettato l’istanza dell’ex Pac arrestato in Bolivia nel 2019

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Dopo il tribunale di sorveglianza di Genova, anche quello di Massa ha detto no alla richiesta di Cesare Battisti di vedere il figlio dodicenne per un paio d’ore fuori dal carcere. Per i giudici “non emergono elementi nuovi, non potendosi ritenere a tal fine la disponibilità del difensore ad accompagnare il detenuto nel corso del beneficio. Pertanto la richiesta non può essere accolta”, si legge nel provvedimento depositato oggi e firmato dalla magistrata Michela Mencattini. Non è servito dunque l’impegno del suo legale, l’avvocato Davide Steccanella, a fare da “garante” affiancando l’ex Pac in un eventuale permesso. “Prendo atto che per il giudice di Massa, che aveva rigettato la richiesta sul presupposto del rischio fuga del detenuto, non costituisce “fatto nuovo” l’impegno personalmente assunto da un avvocato di vigilare il detenuto durante il permesso", il commento del difensore.

Già il tribunale di Sorveglianza di Genova aveva ritenuto che i motivi di salute di cui si parlava nell’istanza non fossero sufficienti a giustificare il permesso. Il collegio presieduto da Clara Guerello concordava con la difesa che la pericolosità sociale non sia di per sé un motivo per escludere in radice la concessione. Ma non ha ritenuto sufficienti i motivi proposti per dare il via libera all’uscita fuori dal carcere per vedere il ragazzino.

La giudice spiegava che “trattasi di un beneficio di eccezionale applicazione”, rispondente a finalità di “umanizzazione della pena” e può essere concesso “esclusivamente al verificarsi di situazioni di particolare gravità che incidono nella sfera personale e familiare del detenuto, ma non in funzione dell’esigenza di attenuare l’isolamento attraverso il mantenimento delle relazioni familiari e sociali, finalità che attengono all’ordinario trattamento rieducativo del detenuto”.

Battisti, ex appartenente ai Proletari armati per il comunismo, è stato arrestato in Bolivia nel 2019 e condannato all’ergastolo per quattro omicidi negli anni Settanta. È detenuto nel carcere Massa dal 2023. In una lettera alla Nazione aveva ripercorso la propria situazione, spiegando che è un “detenuto comune” e che il totale della pena scontata finora è di 17 anni e qualche mese. Da sette anni è dentro i termini per il legale accesso a permessi premio e semilibertà, previsti dall’ordinamento penitenziario. Proprio l’ingresso nel carcere di Massa doveva essere l’occasione per sbloccare i benefici previsti, che non sono arrivati.

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