Quanto sta accadendo in Italia è quasi un unicum, sicuramente lo è negli ultimi decenni: un livello di tensione di questo tipo, con i burattinai che soffiano sul fuoco e sobillano la protesta dei giovanissimi di ogni estrazione rischia di mettere in pericolo l’ordine democratico. Questo è da tempo il fine ultimo di organizzazioni della sinistra radicale extraparlamentare, che agiscono con l’obiettivo dichiarato di far cadere il governo Meloni per imporre un governo di stampo rivoluzionario. Ma se da un lato l’esecutivo è ben solido, dall’altro lo stato di diritto è in pericolo.
I focolai di queste rivolte sono spesso nelle scuole occupate, dove agiscono anche infiltrati che fomentano i giovanissimi. Tutti gli istituti scolastici italiani sono attenzionati per capire cosa accade, così come i gruppi social dove si organizzano le manifestazioni ed è tenendo traccia di uno di questi che la questura di Cremona è potuta intervenire per tempo. Nei giorni scorsi risulta che sia stata creata la chat “Occupazione scuole Cremona 19/10/2026” contenente espliciti inviti a occupare istituti, provocare disordini e danneggiare beni pubblici e attività commerciali, le forze dell’ordine hanno tempestivamente avviato un’articolata operazione di prevenzione e indagine.
In piazzale delle Tranvie, che era il luogo individuato per un potenziale raduno non autorizzato, gli agenti hanno identificato circa 40 minori, per la maggior parte stranieri e in alcuni casi già noti alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, procedendo al loro allontanamento. Le indagini condotte dalla Digos hanno permesso di risalire ai tre amministratori della chat: per due di loro è scattata la denuncia in stato di libertà con le accuse di istigazione a delinquere e procurato allarme. Il principale promotore dell’iniziativa è un 14enne di origine rumena residente a Cremona: la sua famiglia ha offerto immediata collaborazione agli investigatori. Il secondo denunciato è un 15enne di origine senegalese, anch’egli residente in città, mentre il terzo soggetto iscritto come amministratore, un 24enne senegalese e fratello del minorenne, è risultato estraneo ai fatti in quanto semplice intestatario della scheda telefonica.
Sono state eseguite anche perquisizioni domiciliari a casa dei soggetti coinvolti e sono stati sequestrati dispositivi informatici, due passamontagna, una maschera bianca, un paio di guanti neri e una pistola giocattolo priva del tappo rosso. Inoltre, nel tardo pomeriggio di ieri, è stata rinvenuta una borsa piena di pietre abbandonata all’interno di un parcheggio multipiano nei pressi della stazione ferroviaria, ora sotto sequestro e sottoposta a ulteriori accertamenti da parte della Digos per individuare chi e perché possa averla collocata lì.
