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Economia

Manovra, intesa su Irpef e pensioni: flat tax fino a 100mila euro. Tutte le novità

Mini Irpef per gli under 30, fondo per le pensioni anticipate e tasse al 5% sugli aumenti contrattuali. Giorgetti: “Domani in Cdm”

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La maggioranza accelera sulla manovra e trova un’intesa sui principali nodi rimasti aperti. Dal vertice delle ultime ore sarebbe arrivato l’accordo su Irpef, pensioni e flat tax, con l’obiettivo di chiudere la legge di bilancio da circa 23,5 miliardi di euro e portare il testo in Consiglio dei ministri già domani. Le misure sono ormai definite nelle loro linee principali, anche se restano da chiarire alcuni dettagli.

La prima novità riguarda l’Irpef per i giovani sotto i 30 anni. La maggioranza avrebbe raggiunto un’intesa sull’introduzione di una tassazione ridotta, con un alleggerimento del prelievo fiscale fino a una soglia di reddito ancora da stabilire. Tramonta invece, secondo il Corriere, l’ipotesi di estendere l’aliquota del 33% ai redditi fino a 60mila euro, una delle misure inizialmente considerate per il ceto medio.

Sul fronte delle pensioni, la soluzione individuata prevede l’istituzione di un fondo dedicato alla flessibilità in uscita. La proposta nasce anche dalle richieste della Lega, che punta ad abbassare a 64 anni la soglia per lasciare il lavoro. Le risorse del fondo, tuttavia, saranno disponibili soltanto dal prossimo anno e le modalità di utilizzo verranno stabilite attraverso un successivo decreto.

Novità anche per i lavoratori dipendenti. Sarebbe stata confermata la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali. Per favorire l’occupazione giovanile, Fratelli d’Italia e Forza Italia puntano inoltre all’ampliamento dell’area esente da imposte per gli under 25 e all’introduzione di una tassa piatta al 5% sui redditi dei nuovi assunti con meno di 35 anni.

Un altro capitolo riguarda le partite Iva. La Lega avrebbe ottenuto l’innalzamento da 85mila a 100mila euro della soglia di ricavi e compensi per accedere alla flat tax. Il meccanismo allo studio prevede però una distinzione sul fronte dell’Iva: superati gli 85mila euro, scatterebbero gli obblighi relativi all’imposta sul valore aggiunto, pur mantenendo il regime agevolato sui redditi fino alla nuova soglia. Nel pacchetto fiscale trova spazio anche la cedolare secca per gli immobili commerciali, sostenuta da Fratelli d’Italia. L’agevolazione dovrebbe prevedere un’aliquota del 21% per i negozi, ridotta al 10% nei centri metropolitani.

A confermare l’accelerazione sulla manovra è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto al Festival delle Regioni. “Sono momenti molto intensi, al Mef lavoriamo giorno e notte, incontriamo gli interessati, abbiamo incontrato le Regioni la settimana scorsa”, ha spiegato il titolare del Tesoro, aggiungendo: “Credo che andremo domani mattina in consiglio dei ministri, perché quasi tutte le componenti sono andate a punto”.

Resta centrale il confronto con Bruxelles sulla possibilità di utilizzare uno scostamento da 14,4 miliardi per le spese legate alla difesa e all’energia. “Con la Commissione europea abbiamo fatto progressi”, ha assicurato Giorgetti, precisando che il governo conta di definire entro la serata le proposte ritenute ammissibili. Soltanto dopo questo passaggio il ministro sarà nelle condizioni di sottoporre formalmente la manovra al Consiglio dei ministri.

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