È soprattutto dalla comparsa del Covid, che ci ha costretti a casa per molte settimane, che lo smart working ha via via preso piede diventando in molti casi una modalità lavorativa “fissa” con le giornate in ufficio che si sono ridotte progressivamente. A fronte di numerosi e innegabili vantaggi del lavoro da remoto, i costi delle bollette diventano però più salati per il maggior uso e consumo di luce e gas.
I numeri del 2026
L’analisi fatta da Altroconsumo ci dimostra che una famiglia che lavora in smart working cinque giorni alla settimana può spendere quasi 500 euro in più, ogni anno, per elettricità e gas, esattamente una cifra compresa tra 460 e 485 euro. “La cifra dipende dalle dimensioni del nucleo familiare e dai consumi di partenza. Si tratta di una stima basata sui prezzi medi di mercato dell’energia rilevati a inizio novembre 2026, non di una spesa uguale per tutti”, spiegano gli esperti.
Il dettaglio dei costi
Come detto, dipende dal numero delle persone: una coppia senza figli, ad esempio, che abbia un contatore di elettricità che eroga 3 kW e riscaldamento autonomi, può arrivare a consumare 1.900 kW ogni anno e 1.400 Smc (Standard metro cubo) di gas. Una famiglia da tre persone, quindi con un figlio, ma che lavora da remoto per 2-3-giorni ogni settimana, può consumare fino a 2.700 kWh l’anno, per quanto riguarda il gas invece i numeri sono gli stessi.
“La presenza quotidiana in casa fa aumentare l’utilizzo di illuminazione, climatizzazione, riscaldamento, elettrodomestici e strumenti di lavoro. Secondo le nostre stime - aggiunge Altroconsumo - questo si traduce in circa 490 kWh di elettricità e 190 Smc di gas in più all’anno”.
L’impatto sull’elettricità
È chiaro che i costi in bolletta dell’elettricità sono più elevati per un uso maggiore di luce ed elettrodomestici. Soprattutto nei mesi invernali, con più buio, la luce rimane accesa per un tempo molto maggiore aumentando i consumi fino a 28 kWh all’anno. L’utilizzo degli elettrodomestici, poi, aumenta quel numero fino a 40 kWh annui. D’estate, poi, il climatizzatore può generare consumi supplementari stimati a 180 kWh l’anno. “Nel complesso, la spesa elettrica aggiuntiva varia tra i 156 e i 180 euro all’anno, a seconda delle tariffe applicate e dell’efficienza degli apparecchi”.
L’impatto sul gas
Discorso molto simile per il gas che, però, ha costi maggiori. Soprattutto nel periodo freddo che va da ottobre-novembre fino almeno a marzo-aprile, i consumi maggiori portano a una spesa maggiorata di poco superiore a 300 euro l’anno, in pratica il 13% in più rispetto a quando si lavorava esclusivamente in ufficio.
Quali sono i vantaggi
A fronte di spese inevitabilmente più elevate sulle voci che abbiamo appena visto, i vantaggi sono innegabili: si risparmia tanto sia sui carburanti ma anche su eventuali abbonamenti mensili o annuali ai mezzi pubblici; si riduce lo stress dovuto al traffico cittadino o alle attese per gli stessi mezzi pubblici; si risparmia sui pasti visto che non si è costretti a mangiare quotidianamente fuori e i buoni pasto possono essere sfruttati per comprare generi alimentari nei supermercati. Insomma, i vantaggi ci sono e non pochi ma, come in tutte le cose, ogni medaglia presenta anche il proprio rovescio.
