Le proteste di Tbilisi del 2024 spacciate per francesi. Notizie di assalti reali attribuiti a persone o gruppi estranei a quei comportamenti, o fatti presentati in modo distorto. Video fake generati con l’intelligenza artificiale. Le «interferenze on line» e le «campagne di disinformazione» sulle immagini social del caos nelle piazze di Francia e Italia finiscono sotto la lente delle autorità europee. Dopo l’allarme del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di «guerra ibrida» condotta con social network e piattaforme, arriva la rivelazione del Financial Times. Stando al quotidiano britannico, è in atto un monitoraggio, relativo in particolare ad account di media filorussi e di estrema destra, sospettati di soffiare sul fuoco delle proteste di questi giorni. Account già collegati a precedenti campagne di disinformazione.
Se le mobilitazioni sono probabilmente nate in modo spontaneo, con rivendicazioni reali - dal contrasto al caro vita alla questione abitativa - ci sarebbe anche chi prova a cavalcare le proteste interferendo digitalmente al fine di generare il caos. Un avvelenamento delle piazze virtuali, con l’obiettivo di generare ulteriori tensioni. Tra i Paesi sospettati di essere coinvolti, oltre alla Russia, ci sono anche Iran e Algeria.
La disinformazione non è solo la produzione di contenuti falsi, o la presentazione di fatti realmente accaduti in modo ingannevole, come ad esempio accompagnare un video con una data diversa da quella reale. Ma anche la costruzione di finti allarmi - diffusi consapevolmente e inconsapevolmente da altri - che generano però paure reali. Nel panorama italiano, il prossimo «appuntamento» in piazza del 24 ottobre, nelle ultime ore viene diffuso sia da pagine che usano cliché riferibili alla sinistra estrema, sia da quelle del mondo opposto dell’estremismo di destra. E c’è chi non esclude una comune regia per fare scontrare due universi molto diversi. È in questo contesto che la Commissione europea ha discusso con le autorità francesi il ruolo delle piattaforme nella diffusione di contenuti violenti e razzisti, chiedendo di impedire che gli algoritmi amplifichino i disordini. Le autorità di regolamentazione stanno chiedendo ai marketplace online come Amazon e Vinted di bloccare la vendita di beni che sembrano essere stati saccheggiati. E se per il momento la questione è in mano alle autorità nazionali, Bruxelles ha fatto sapere che interverrà se il rischio dovesse diventare «sistemico» e le piattaforme online non collaborassero. Ieri anche TikTok, nel condannare «ogni forma di violenza» ha annunciato di avere attivato una «task force e rafforzato le attività di moderazione, anche attraverso tecnologie di riconoscimento di immagini e audio». Tra gli altri provvedimenti, la rimozione di video fake e violenti, la sospensione delle Live, l’uso di fact-checker indipendenti e il blocco degli account che sono sospettati di violare le regole.
Sul fronte politico, ieri il presidente francese Macron ha escluso la presenza di «ingerenza straniera visibile» rispetto a quanto accaduto» il 17 ottobre.
«Ma c’è stata una manipolazione, in seguito, quello si. Abbiamo visto immagini dell’Ia che non si sono mai verificate in Francia. Persone che hanno detto che eravamo invasi da migranti e islamisti», ha continuato. Poi il j’accuse implicito a leader come Donald Trump e Benjamin Netanyahu: «Ci sono persone che fanno campagna elettorale sulle spalle della Francia».
