È da giorni che cerchiamo, fra tanti cattivi maestri, il peggiore. Quello in cui il gap tra ciò che ha studiato e ciò che ha capito è più ampio, quello che ha studiato proprio per non capire, e ciò che non capisce lo insegna agli altri. Uno di quegli intellò all’italiana, che non hanno fatto nemmeno Sciences Po né il Sessantotto, il cui risultato accademico più prestigioso è aver convinto i propri allievi che se non hanno mai sfasciato una vetrina di un negozio di moda del centro significa che sono dei privilegiati.
Professori pieni di virtù senza praticarne nessuna. E poi proprio loro dicono che la casta peggiore è quella dei politici Comunque. Alla fine lo abbiamo trovato!
Eccolo qui. Non faremo il nome (Dario Ianes) ma diremo che è un docente di Pedagogia e inclusione all’Università di Bolzano, un esperto ascoltato alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Il quale, ieri, con la stessa stupidità adolescenziale che è la materia del suo insegnamento, ha postato un video in cui davanti a due libri sulla scrivania, uno di Silvia Salis, l’altro di Giorgia Meloni, canticchiando ambarabà ciccì coccò, ferma il dito sul primo e butta nel cestino il secondo. Mediocri professori dell’inclusione che eccellono nell’escludere. Come un magrebino qualsiasi che assalta la Feltrinelli.
Insomma: la cosa sarà pedagogicamente discutibile, però ideologicamente perfetta. Ma questi qua insegnano o - ambarabà Pci coccò indottrinano?
