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Giù la maschera

Salviamo Saviano

Figurati se ci scandalizziamo nello scoprire che Roberto Saviano - uno che ogni volta che lo vediamo in tv ci viene voglia di devolvere il 5 per mille alla Camorra è stato accusato, ancora una volta, di plagio

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Roberto Saviano all'Arena Robinson di Repubblica al Salone del Libro, Torino, 16 maggio 2026. ANSA/TINO ROMANO

Un grande giornalista diceva che preferiva scrivere un ritratto vero con aneddoti falsi che un ritratto falso con aneddoti veri. Noi, che siamo piccoli giornalisti, non ci preoccupiamo nemmeno di scrivere un ritratto falso con aneddoti inventati (che di solito riescono molto bene). Questo per dire che figurati se ci scandalizziamo nello scoprire che Roberto Saviano - uno che ogni volta che lo vediamo in tv ci viene voglia di devolvere il 5 per mille alla Camorra è stato accusato, ancora una volta, di plagio. Per scrivere il ritratto di Dario Fo a dieci anni

dalla morte, uscito su Repubblica l’altro giorno, avrebbe attinto «parola per parola», senza citare l’autore, da una biografia dell’attore.

Ora, noi non abbiamo mai letto né Saviano né Fo né le sue biografie. Ma abbiamo letto ieri il Fatto quotidiano, secondo cui Saviano in un articolo di cento righe ha ricalcato 16 passaggi del libro. Per carità. Noi, che copiamo qualsiasi cosa ci capiti sotto gli occhi, siamo gli ultimi a poter fare la morale. Ma per Saviano facciamo un’eccezione. «E perché, scusa?». «Perché non c’è una giusta battaglia che si faccia scappare,

non c’è una rivoluzione necessaria a cui non si metta a capo, non c’è una lezione virtuosa che non si senta in dovere di ammannirci». E se ci vuoi puri, devi essere tu più puro di noi.

E comunque, caro Roberto, ricordandoci le passate vicende giudiziarie per plagio legate al tuo libro Gomorra, ci sembra che il problema non siate voi con la dignità corta; ma noi con la memoria lunga.

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