Il governo aiuta gli autotrasportatori, ma avverte che le proteste non possono paralizzare il Paese all’infinito. Dopo i blocchi contro il caro carburanti, dalla Prefettura di Milano arriva una prima risposta alle richieste del settore. Da oggi partirà l’erogazione di circa 480 milioni di euro di contributi alle imprese, mentre l’esecutivo ha deciso di destinare oltre 150 milioni aggiuntivi per contrastare l’aumento dei costi del trasporto su strada e via mare. I blocchi e i presìdi hanno avuto reali ripercussioni sulla circolazione delle merci e il timore è il problema negli approvvigionamenti, ad esempio particolarmente delicata la situazione al porto di Napoli. È in questo clima che il governo ha convocato le associazioni di categoria alla Prefettura di Milano, cercando una soluzione veloce e reale. Ad annunciare poi le nuove misure è stato il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, al termine del tavolo con il ministro Matteo Salvini e le associazioni dell’autotrasporto. “Le istanze sono giuste, ma i blocchi non possono essere consentiti sine die”, ha chiarito. Il viceministro si è augurato che la situazione possa sbloccarsi già nel pomeriggio, quando Salvini incontrerà anche le sigle locali e autonome del settore. Il rischio, ha spiegato Rixi, è che le proteste finiscano per compromettere l’approvvigionamento dei supermercati e degli ospedali, oltre a ostacolare le attività di chi continua a lavorare.

Sul fronte economico, l’intervento del governo si muove su più livelli. I circa 480 milioni che iniziano a essere erogati serviranno a soddisfare tutte le domande presentate dalle imprese di autotrasporto entro il 30 agosto, nell’ambito delle misure di sostegno attraverso il credito d’imposta. Una nuova finestra per presentare le richieste sarà aperta nei primi giorni di novembre, con compensazioni previste nel 2027. A queste risorse si aggiungono oltre 150 milioni di euro destinati al credito d’imposta per l’autotrasporto e a compensare l’impatto del sistema europeo Ets sui costi dei trasporti marittimi.
La risposta del governo arriva, puntuale. Ma in Europa si continua a tassare e si tassa, sempre di più.
