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Governo

Giovani, bonus e pensioni: ecco le misure pro-crescita

Entro il 20 ottobre atteso l’ok del Cdm alla legge di Bilancio. Si lavora per aumentare gli incentivi per la casa e tagliare l’Irpef. La sfida di Quota 64

la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri tenutosi a Palazzo Chigi a Roma, Mercoledì 16Settembre 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) PM Giorgia Meloni during the press conference after the Council of Ministers held at Palazzo Chigi in Rome, Wednesday September 16 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse)

l conto alla rovescia per l’arrivo della manovra per il 2027 è ufficialmente iniziato e i cantieri su cui il governo ha deciso di lavorare diventano sempre più chiari. Per ora sul piatto potrebbe esserci una torta prossima a 30 miliardi di euro, da dividere tra i diversi obiettivi.Guardando proprio ai numeri, dopo il via libera al Documento programmatico di finanza pubblica il governo ha a disposizione uno scostamento da circa 14 miliardi per il prossimo anno, pari allo 0,6% del Pil, ma la clausola ha un perimetro preciso: metà destinata agli interventi sull’energia e metà alla difesa. Una cifra che, sommata alle risorse da trovare nel bilancio ordinario e alle misure già incorporate nei conti, potrebbe portare il perimetro complessivo della legge di Bilancio nell’ordine dei 30 miliardi. E se l’Ecobonus - che secondo un’ipotesi preliminare potrebbe salire al 65% - e i bonus per l’efficienza energetica delle abitazioni sono già incluse nella clausola di flessibilità, ora sarà invece compito del governo trovare i fondi per coprire tutti gli altri dossier sul tavolo. Il via libera del cdm alla legge di bilancio è atteso entro il 20 ottobre.La sanità sarà, senza dubbio, uno dei fascicoli cruciali. Il ministro Schillaci puntava ad almeno 5 miliardi aggiuntivi, soprattutto per personale e retribuzioni.Anche l’occupazione avrà un ruolo centrale: si stima un impegno di almeno 2 miliardi di euro, con al centro i giovani. L’obiettivo del governo è infatti quello di riuscire a sostenere i salari di chi si approccia per la prima volta al mondo del lavoro, anche per frenare la fuga dei neolaureati all’estero. Lo strumento ideato è la «start-tax», una flat tax del 5% sugli aumenti del reddito da lavoro tra un anno e l’altro per tutti i lavoratori fino ai 35 anni. Si tratterebbe però di una doppia misura: mentre si opta per uno sconto sulle tasse per i giovani, sul tavolo c’è anche uno sgravio fiscale per i datori di lavoro che concedono aumenti di stipendiooltre a prorogare l’esonero contributivo per l’assunzione di under 35 - il bonus giovani insomma.Altro grande potebziale capitolo di spesa sono le pensioni. Si attende un adeguamento al costo della vita- che da solo dovrebbe avere un costo di circa 1,5 miliardi - in più c’è la proposta della Lega per consentire a chi ha cominciato a lavorare prima del 1996 di andare in pensione a 64 anni: il costo stimato è di altri 1,5 miliardi di euro.Un ulteriore punto centrale della prossima legge di Bilancio, su cui concorda l’intera maggioranza, è il taglio dell’Irpef per il ceto medio. L’obiettivo è quello di estendere l’aliquota al 33% anche ai redditi nella fascia tra i 50 e i 60 mila euro, fino ad oggi tassati al 43%. Uno sgravio che costerebbe circa 3 miliardi all’anno. Ci sono anche molte altre proposte per il taglio delle tasse, come la flat tax per gli autonomi fino a 100mila euro o la detassazione delle tredicesime, ma tutto dipenderà dalla disponibilità economica. Come ultimo piatto sul tavolo ci sono le spese non differibili, che dovrebbero ammontare circa a 2 miliardi.Ma se 14 miliardi arriveranno dallo scostamento, gli altri potrebbero essere già coperti in parte. Per il 2027 è infatti prevista una spending review di 700 milioni, che potrebbe salire oltre i 2 miliardi con i tagli previsti dai ministeri e anche l’extragettito Iva potrebbero aiutare.


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