«Non è all’ordine del giorno abbassare ulteriormente l’età per l’imputabilità», non sarebbe «blasfemo pensare di abbassarla, ma a oggi non abbiamo intenzione di farlo». Tuttavia il governo è al lavoro per «ampliare la capienza delle carceri giovanili». Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervistato da Sky Tg24, esprime tutta la preoccupazione per i tanti ragazzini - persino 11-12enni, si è saputo - che hanno devastato il centro di Milano. E il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, annuncia: i militari in piazza potranno «intervenire in caso di necessità, anche con i Lince e con i droni».
La città lo scorso fine settimana è stata tenuta in scacco per due giornate da maranza, giovanissimi e baby casseur. Così il Guardasigilli, scatenando le proteste dell’opposizione: «Una serie di arresti massicci di minori non era mai avvenuta (sono 35, ndr). Vi sono momenti in cui è necessario purtroppo spedire dietro le sbarre questi minori violenti. E il sistema carcerario minorile in questo momento è effettivamente in sofferenza. Abbiamo fatto una riunione per cercare di risolvere questo problema, sia stanziando i pochi fondi che abbiamo per ampliare la capienza delle carceri giovanili, sia eventualmente per trovare accordi in modo che settori di carceri e di istituti penitenziari destinati ai maggiorenni possano essere invece destinati ai minori». L’11enne identificato a Milano e ripreso nei video con il passamontagna, mentre fugge da un negozio con abiti rubati e mentre con altri cerca di sfondare le vetrine di un supermercato, è arrivato in Italia dal Marocco quattro anni fa. Frequenta la seconda media alla Barona, quartiere di periferia. La sua preside, sul Corriere della Sera, ha parlato di «senso di fallimento, nonostante il nostro grande investimento educativo su di lui».
Ieri il gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo ha convalidato altri arresti per indagati poco più che maggiorenni. E ha disposto il carcere per due di loro e i domiciliari con braccialetto elettronico per un terzo. Sono sia italiani sia stranieri, anche irregolari. «Volevo sentirmi vivo e provare emozioni», ha detto un 21enne nell’interrogatorio. Gli indagati si giustificano: cosa li ha spinti? «Curiosità» e «euforia». Sono entrati con il passamontagna nei negozi per rubare, tra l’altro, «un accappatoio e una salvietta da bagno». Il giudice li definisce «violenti» e dalla personalità «negativa». E sottolinea: «Le situazioni di ritrovo di ampie frange di giovani e giovanissimi, indotti dai social network a prendere attivamente parte a condotte di dissenso insurrezionale, possono fungere da detonatore esponenziale di violenza». Di uno di loro dice che non ha mostrato alcun «pentimento o dispiacere» e che è arrivato «appositamente» dalla Svizzera per partecipare alla guerriglia. Un altro aveva in tasca un coltello. Mentre il Tribunale per i minorenni, sempre ieri, ha disposto il carcere per tre indagati e per altri 21 misure tra domiciliari e collocamento in comunità. Sui ragazzini che hanno meno di 14 anni e che hanno commesso atti che sarebbero reati il Tribunale aggiunge che verranno fatti interrogatori e indagini «socio-familiari» e in caso di «pericolosità sociale», si procederà a «misure di sicurezza» e «interventi sulla responsabilità genitoriale». Si condanna poi la «sovraesposizione mediatica» dei più giovani, che rinforza «il loro già dichiarato intento di essere protagonisti e presi a modello».
