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Governo

Manovra, dall’extra tassa salve le banche cooperative

Tajani: “Così aiutiamo i piccoli imprenditori e le famiglie”. L’Upb conferma: Pil 2026 all’1%. Si ferma la protesta dei Tir in attesa del tavolo di martedì

Il Ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti in occasione della relazione sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026 Dpfp. Senato, Roma, Martedì 13 Ottobre 2026 (Foto Mauro Scrobogna / LaPresse) MInister of economy Giancarlo Giorgetti on the occasion of the report on the 2026 Public Finance Programming Document (DPFP). Senate, Rome, Tuesday, October 13, 2026.(Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

La protesta dei tir è sospesa e le strade del Sud tornano lentamente alla normalità. Dopo lo stop deciso mercoledì sera da Fedralog, gli autotrasportatori hanno tolto gli ultimi presidi in Campania e in Calabria. Le autocisterne hanno ripreso a girare e nei supermercati tornano a scaffale frutta, verdura e prodotti freschi. Per la piena normalità servirà però ancora qualche giorno. Le sigle aspettano il tavolo del 27 ottobre al ministero delle Infrastrutture. Si dicono pronte a tornare in piazza se le risposte non saranno adeguate.

Sullo sfondo resta il problema del caro-energia, che pesa anche sulla manovra. Il testo potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri già martedì o mercoledì. Tra le ipotesi c’è quella di escludere le banche di credito cooperativo dal contributo chiesto al settore finanziario. A proporlo era stato Antonio Tajani, che ha chiesto di tutelare «la specificità delle banche di prossimità, banche di credito cooperativo e banche popolari», perché «sono quelle che erogano prestiti ai piccoli imprenditori e alle famiglie». Il leader di Forza Italia conta di «trovare ascolto anche nelle altre forze di governo»,

perché gli interventi «non colpiscano in maniera forte» questi istituti. La Lega è d’accordo. Resta da capire come sarà scritta la norma. Un’eventuale esenzione difficilmente potrà valere per le capogruppo Iccrea e Cassa Centrale, che sono società per azioni vigilate dalla Bce.

Le banche difendono l’accordo triennale firmato l’anno scorso. Secondo il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, stanno ancora «dando, non è finita». E ha avvertito: «Non bisogna pensare che le banche siano il corno della fortuna, che qualsiasi cosa succede producono quattrini». Del resto, ha aggiunto, «quando si dice tassiamo le banche, significa tassiamo i risparmiatori che hanno comprato le azioni delle banche». Tra imposte e cedolare «si arriva al 60%. Io mi domando se gli azionisti delle banche debbono essere tassati oltre».

Il governo cerca 5 miliardi dal settore finanziario in una fase economica delicata. Secondo la Nota sulla congiuntura dell’Ufficio parlamentare di bilancio, nel 2026 il Pil crescerà intorno all’1%. La previsione è «coerente» con l’1,1% indicato nel Dpfp. A settembre però l’inflazione ha toccato il 4,2%, spinta dall’energia,

e i rincari cominciano a passare anche ad altri prezzi. I rischi, avverte l’Upb, «sono prevalentemente al ribasso a causa di tensioni geopolitiche, prezzi e condizioni di finanziamento». Tra le possibili coperture c’è l’estensione al 2028 e al 2029 della maggiorazione Irap per le società energetiche. Molto dipende da Bruxelles e dalla flessibilità che concederà sulle spese per l’energia: in attesa della risposta, l’invio della manovra alle Camere è slittato.

Dalla trattativa con Bruxelles dipende anche il taglio dell’Irpef per il ceto medio. Maurizio Casasco ricorda che Forza Italia punta ad allargare l’aliquota del 33% «in due fasi, con 55mila euro quest’anno e 60mila il prossimo». Il partito chiede anche «una no tax area e una tassazione agevolata per i giovani». La Lega insiste sulla pensione anticipata a 64 anni. Per Marco Osnato (Fdi), tutto ciò che aiuta chi fa lavori usuranti è «molto opportuno», ma bisogna «capire gli impatti».

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