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Governo

Meloni: “Niente spazi a chi cerca scontri”

Piantedosi: “Non esistono zone franche”. E si congratula con gli investigatori per Youssef. Crosetto: “Non è un emarginato”

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, riceve a Palazzo Chigi il presidente del Kenya, William Ruto. Roma 20 aprile 2026. ANSA/Filippo Attili - Uff stampa Palazzo Chigi + UFFICIO STAMPA, PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY + NPK

«Il diritto di manifestare va sempre garantito, così come il diritto dei cittadini di vivere le propria città in sicurezza». Giorgia Meloni interviene in serata. Lo fa in primo luogo per ringraziare le forze dell’ordine. Ma anche per ribadire un principio, quello che ha indirizzato anche le misure approvate nei giorni scorsi dal governo: «La sicurezza va garantita a tutti. A chi vuole manifestare pacificamente, a chi lavora e a chi vuole vivere la propria città senza paura. Senza lasciare spazio a chi cerca soltanto lo scontro e la violenza».

Ringrazia anche il Viminale la premier, e il ministro Matteo Piantedosi, che in giornata - dopo il fermo di Youssef Siher - aveva avvertito: «Non saranno possibili zone franche e la risposta dello Stato sarà immediata contro chiunque pensa di poter organizzare aggressioni e rivolte credendo di riuscire a nascondersi dietro un passamontagna o l’anonimato dei social». «Si tratta di un trentenne

vicino alla galassia pro Pal, che vanta contatti con gli ambienti antagonisti, giornalista freelance che ha collaborato con un noto quotidiano nazionale e con un importante istituto di ricerca», ha detto Piantedosi, per poi sottolineare come gli investigatori abbiano dato prova «di grandi abilità investigative», «dimostrando per l’ennesima volta che in Italia non può esserci spazio per chi si illude di agire nell’impunità e in zone franche».

Duro il ministro della Difesa Guido Crosetto, che pone l’accento sul profilo di Siher, ribaltando la retorica dell’emarginazione come scintilla e concausa delle violenze. «Non si tratta di un emarginato ma di una persona molto introdotta che aveva avuto molte più occasioni di lavoro e collaborazioni di gran parte dei suoi coetanei». E ancora: «Da quotidiani a enti pubblici, ha frequentato il gotha dell’intellighentia italiana. E si sono visti i risultati». Alle congratulazioni si unisce Ignazio La Russa che sottolinea l’attività investigativa che ha portato

all’individuazione dell’indagato. «Un risultato che conferma l’importanza del lavoro svolto quotidianamente dalle nostre forze dell’ordine e dagli investigatori per fare luce su fatti e responsabilità».

Da Fdi arriva la richiesta di approfondire eventuali collegamenti con ambienti estremisti, con Giangiacomo Calovini, capogruppo in commissione Esteri, e Stefano Maullu, vicecapogruppo alla Camera, che chiede di verificare «eventuali legami tra frange violente, ambienti islamisti integralisti, reti riconducibili ai Fratelli musulmani e settori dei centri sociali». Il governatore leghista friulano Massimiliano Fedriga aggiunge: «Inquietante il profilo dell’ideatore della pagina social. Un pro Pal studioso dell’Islam politicoe qualcuno diceva che bisogna capire il disagio giovanile. Adesso bisogna capire cosa c’è dietro questo soggetto».

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