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Governo

Subito 176 milioni per le imprese. Gasolio agricolo: arrivano gli sconti

Salvini però avverte: “Dove ci sono minacce, è criminalità”. E Lollobrigida: “Vanno tutelate le filiere”

Il governo in campo Nella foto a destra, Il video della premier Giorgia Meloni In alto, il vicepremier Matteo Salvini e il ministro Francesco Lollobrigida

Il caro carburanti mette sotto pressione agricoltura, autotrasporto e pesca, mentre i blocchi stradali rischiano di aggravare le difficoltà delle filiere produttive. Il governo prova così a intervenire su entrambi i fronti e lo fa varando un decreto ad hoc in Consiglio dei ministri. Un provvedimento che prevede nuovi aiuti alle imprese, ma anche un monito indirizzato verso chi continua a ostacolare la circolazione delle merci. Una linea che tiene insieme sostegno economico e sicurezza, con l’obiettivo di contenere i rincari senza lasciare che la protesta paralizzi il Paese. La misura principale per l’agricoltura prevede 60 milioni di euro per un contributo a fondo perduto sul gasolio agricolo, con uno sconto che può arrivare a 45 centesimi al litro. L’intervento mira ad alleggerire le spese per trattori, macchinari e lavorazioni dei terreni, in una fase segnata dall’aumento dei costi energetici e dalla pressione sulla redditività delle aziende. Altri 10 milioni sono destinati alla pesca, penalizzata dal caro carburante e dai costi di esercizio delle imbarcazioni. Sul fronte dell’autotrasporto arrivano 106 milioni di euro aggiuntivi per il credito d’imposta sulle spese di settembre e ottobre, che si sommano ai 434 milioni già stanziati. Prevista inoltre la proroga al 31 marzo 2027 per utilizzare i crediti fiscali, oltre a interventi sui contratti tra committenti e trasportatori per ripartire l’impatto dei rincari.A spiegare le conseguenze delle proteste sulle filiere produttive è il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. «Attualmente i blocchi sembrano davvero essere ingiustificati, i danni però esistono e sono rilevanti, ha dichiarato al termine del Cdm. Il rischio è che il nostro mercato possa vedere sostituire le merci provenienti dalle regioni del Sud con altre da Europa, Spagna, Olanda, Francia e questo sarebbe un danno, non solo nel settore dell’ortofrutta, ma anche in quello lattiero caseario».

Sulla crisi dei trasporti interviene anche Matteo Salvini, confermando la disponibilità al confronto con le associazioni di categoria. Tra le ipotesi discusse c’è anche un tetto al prezzo del diesel, sul modello di altri Paesi europei: una possibilità ancora da valutare, distinta dalle misure già approvate. Salvini ribadisce però che il dialogo non può giustificare comportamenti illegali. «La situazione si è sbloccata quasi ovunque, Sicilia, Puglia, Basilicata, Molise, quasi ovunque anche in Calabria e in Campania, rimangono alcuni alcune interruzioni dove però gli stessi camionisti segnalano minacce, aggressioni, taglio di gomme, botte. Lì non è più una questione di autotrasporto, lì è una questione di criminalità. Quindi lì non può intervenire il ministro dei Trasporti. Lì è questione di gente che chiede il pizzo che pratica estorsione, minaccia e violenza e quindi lì interverranno come è giusto per rispetto degli autotrasportatori e di tutti gli altri le forze dell’ordine». Il fronte della sicurezza resta quindi in primo piano, con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi impegnato a coordinare con le prefetture gli interventi per affrontare le criticità sul territorio e garantire la continuità dei rifornimenti. La sfida per il governo è convincere le categorie a interrompere i blocchi, facendo arrivare gli aiuti senza aggravare le difficoltà di imprese e cittadini. Perché, mentre agricoltori, camionisti e pescatori chiedono risposte sul costo del carburante, il protrarsi delle proteste rischia di danneggiare le filiere che quelle stesse categorie chiedono di tutelare.