Le violenze di piazza della settimana scorsa portano lo scontro politico al livello delle massime istituzioni. Protagonisti l’Anci e presidenza del Consiglio. Domenica l’Associazione dei comuni italiani per voce del suo presidente, Gaetano Manfredi, ha rivolto un appello alla Meloni per chiedere un incontro urgente proprio per parlare dei disordini della settimana passata e dei temi che hanno dato origine alle manifestazioni (sostanzialmente il carovita e il costo dei trasporti). La lettera, sottoscritta dai sindaci di Roma, Firenze, Bari, Bologna, Torino, Milano, Genova e Cagliari chiede un confronto urgente in modo da rendere possibile una collaborazione attiva per la redazione della legge di bilancio.
Sull’utilità del confronto Meloni non ha nulla da obiettare. Altra cosa invece è l’irritualità della richiesta. La premier ricorda a Manfredi che «una sede per questo confronto esiste e non va creata: la Conferenza Stato-Città». «E sa bene - aggiunge Meloni nella sua replica a Manfredi - che quella Conferenza si riunisce almeno ogni tre mesi e, oltre a ciò, ogni volta che la convocazione sia richiesta dal presidente dell’Anci, ossia da Lei». Poi la presidente del Consiglio nota anche la particolarità delle firme in calce al documento. «Il costo dell’energia, degli affitti e dei trasporti non è diverso a seconda di chi amministra una città. Una richiesta firmata dai sindaci di una sola parte politica non rappresenta la platea dell’Anci».
Per mettere un punto fermo sui fatti che hanno movimentato le piazze nei giorni del 17 e 18 ottobre, e che hanno posto il tema della sicurezza al centro dell’attenzione dei media, interviene uno studio del gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia. Oltre ad analizzare i «costi» dovuti ai saccheggi e vandalismi delle manifestazioni degenerate, lo studio analizza la risposta del governo. Una risposta tempestiva, arrivata solo due giorni dopo gli ultimi disordini, e quindi in grado di scoraggiare nuovi saccheggi e devastazioni paventati per i cortei di sabato scorso. Cortei che proprio grazie all’istituzione del nuovo reato di violenza organizzata», con pene più severe, e alla decisione di sanzionare i genitori dei minori con multe fino a 2mila euro e con l’obbligo di risarcire i danni, si sono svolti praticamente in assenza di disordini rilevanti. Altro elemento significativo del nuovo decreto sicurezza, sottolinea lo studio di Fratelli d’Italia, è il fermo preventivo (con accompagnamento e trattenimento negli uffici di polizia fino a 12 ore). Confrontando le relazioni delle questure delle città interessate dalle manifestazioni di sabato scorso, i fermi e perquisizioni preventive hanno evitato che i cortei degenerassero. Un effetto di questo decreto è, tra l’altro il fermo alla vigilia della manifestazione di Milano di Youssef Siher, considerato dagli inquirenti come ispiratore del raduno di sabato.
