Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 17:18
Governo

Tra gli 11 e i 16 anni, incensurati: chi sono i baby maranza. Nordio: “Ampliare le carceri minorili”. E Mattarella firma il nuovo decreto sicurezza

Solo a Milano sono stati 35 gli arrestati con meno di 18 anni e per 11 di loro è stata confermata la misura

scontri Milano

Solo a Milano ci sono decine di minori identificati dopo il weekend di lotte violente, tra i quali anche l’11enne di origine magrebina ormai salito alle cronache come il più giovane manifestante fermato. Secondo i suoi conoscenti sarebbe del tutto disinteressato alle proteste ma avrebbe aderito alla piazza solo per rivendere il “bottino”. Ma risulta esserci anche un altro minore, 16enne e anche lui di origine magrebina, ripreso mentre indossava il berretto dei carabinieri durante i disordini. Tra sabato e domenica scorsa erano stati arrestati 35 minori. Per undici, quelli arrestati sabato, nei giorni scorsi erano state decise misure di domiciliari o collocamento in comunità e a questi si aggiungono tre misure cautelari in carcere e 21 misure di obbligo di permanenza in casa o di collocamento in comunità. Per la maggior parte degli arrestati si tratta del primo incontro con la giustizia: sono per lo più incensurati e sono sia di origine immigrata che italiana, quasi in equa parte, considerando che 17 di loro hanno un cognome italiano e 18 lo hanno straniero.

Per la maggior parte, considerando tutte le città in cui ci sono stati arresti di minori, i fermati hanno tra i 15 e i 16 anni ma, come si è visto, ci sono numerosi soggetti anche più giovani e provengono soprattutto dalla periferia delle metropoli o dal loro hinterland. Non ci sono state segnalazioni di minori non accompagnati ma si tratta sempre di giovanissimi che vivono con le loro famiglie, magari problematiche, in quartieri difficili di Milano ma anche in zone “insospettabili”. Le misure che sono state adottate dalle autorità giudiziarie sono per lo più di collocamento in comunità e di obbligo di permanenza in casa, con permesso di uscire esclusivamente per svolgere le attività scolastiche. I dati sono ancora parzialmente in aggiornamento, perché le indagini sono ancora in corso e le convalide progressive, ma questi dati forniscono un quadro ben delineato della situazione, soprattutto perché quasi nessuno di loro è ufficialmente vicino a gruppi antagonisti cittadini.

“Una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta. Vi sono dei momenti in cui è necessario purtroppo spedire dietro le sbarre questi minori violenti. E il sistema carcerario minorile in questo momento è effettivamente in sofferenza”, ha dichiarato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio intervistato a Start, su Sky Tg24. “Proprio ieri abbiamo fatto una riunione per cercare di risolvere questo problema, sia stanziando i pochi fondi che abbiamo per ampliare la capienza delle carceri giovanili, sia eventualmente per trovare dei accordi in modo che dei settori di carceri e di istituti penitenziari destinati ai maggiorenni possano essere invece destinati ai minori”, ha aggiunto. Il ministro della Giustizia auspica che si possa raggiungere un’intesa bipartisan sul divieto di utilizzo dei social ai minori di 14 anni, sperando anche che “il Parlamento ragioni su questo senza dover diminuire l’età dell’imputabilità, questa sarebbe per esempio una delle ottime vie da seguire”.

Intanto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha emanato il decreto-legge presentato ieri dopo il Cdm.

Commenti