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Guerra

Case vacanze vicino alle basi Nato: ecco qual è la nuova minaccia di Mosca

Cresce nell’area baltica e del Nord Europa la minaccia per possibili attacchi ibridi russi

case Nato

Allarme per possibili “cavalli di Troia” disseminati dalla Russia nella regione baltica. L’allerta diventa di pubblico dominio dopo un’inchiesta condotta dal Daily Telegraph secondo cui Mosca starebbe usando una rete di case vacanze collocate in prossimità di siti militari strategici o infrastrutture chiave nei Paesi dell’area nordica. Come riporta il quotidiano britannico, misure contro la minaccia rappresentata da centinaia di immobili in Lituania, Svezia e Norvegia legati alla Federazione russa sono state adottate da funzionari occidentali, i quali temono che le proprietà possano essere usate per lanciare attacchi contro le vicine strutture militari o come punti di partenza per azioni di sabotaggio contro gli alleati della Nato.

Il caso più grave riguarda un immobile nella Svezia meridionale legato ad un oligarca russo che è stato classificato come “minaccia critica” in quanto situato all’ingresso della base navale di Muskö. La proprietà con sette camere da letto e un pontile per motoscafi è stata acquistata nel 2017 (anni prima che Mosca fosse considerata una minaccia per Stoccolma, sottolinea il Telegraph) ed appartiene alla moglie di Stanislav Aleshchenko, oligarca russo alleato di Vladimir Putin. Alla luce delle preoccupazioni per l’installazione militare che può ospitare cacciatorpediniere e sottomarini, il ministro della Difesa svedese ha dichiarato che il suo governo avrebbe sequestrato “la proprietà di importanza strategica”. “È l’unico sito nella zona che non è a disposizione delle forze armate svedesi”, ha detto il ministro aggiungendo che ciò “crea una lacuna critica nella difesa della base navale”. Intanto si apprende dall’esercito di Stoccolma che i lavori di ristrutturazione che hanno interessato la casa in questione hanno incluso l’uso di dinamite per creare un seminterrato sotto l’immobile.

Sempre in Svezia, le autorità nazionali sono impegnate in una battaglia legale per espropriare una chiesa ortodossa russa che sarebbe usata per spiare il vicino aeroporto strategico di Stoccolma-Västerås. Altri sospetti cavalli di Troia sono stati acquistati da russi vicino alle basi aeree dell’Alleanza atlantica e ad aeroporti in Lituania mentre in Norvegia alcune case di villeggiatura collegate a personaggi del Cremlino si affacciano sulla base aerea di Bardufoss, una delle più importanti del Paese.

Il governo lituano ha approvato misure che vietano ai cittadini russi di possedere immobili in prossimità di siti sensibili, al fine di evitare che vengano impiegati per scopi illeciti. Un parlamentare di Vilnius ha affermato che sono stati già visti “immobili acquistati da proprietari legati alla Russia impiegati per provocazioni e operazione segrete in altre parti dell’Europa occidentale”. “Sarebbe ingenuo”, ha proseguito il parlamentare, “presumere che non si stia tentando di fare la stessa cosa in Lituania, uno Stato della Nato di prima linea che confina sia con la Russia che con la Bielorussia”.

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