Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 20:43
Guerra

Decine di caccia israeliani verso l’Iran: il sospetto Usa di una manovra per riaprire la guerra

Secondo Axios, Washington teme che Netanyahu abbia cercato di provocare una risposta militare iraniana. Sullo sfondo, le elezioni israeliane del 27 ottobre

“Gli Usa preparano una guerra più ampia”: il piano del Pentagono contro l’Iran

Decine di caccia israeliani in volo verso il confine iraniano, aerei cisterna mobilitati per sostenere un’operazione a lungo raggio e una traiettoria che, almeno fino all’inversione di rotta, sembrava anticipare una nuova offensiva contro Teheran. Quella che Israele ha presentato come una dimostrazione di forza, lunedì scorso, potrebbe aver avuto, secondo i sospetti di alcuni funzionari americani, un obiettivo ben più rischioso: spingere l’Iran a reagire, offrendo così allo Stato ebraico il pretesto per riprendere i bombardamenti contro la Repubblica islamica.

A ricostruire l’episodio è Axios: l’operazione, condotta lunedì, ha visto decine di velivoli dell’aeronautica israeliana attraversare lo spazio aereo siriano e iracheno, spingendosi fino in prossimità del territorio iraniano, prima di rientrare nelle rispettive basi. L’operazione, a oltre 800 miglia da Israele, ha avuto luogo lo stesso giorno in cui il Segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha incontrato Benjamin Netanyahu presso la base aerea israeliana di Ovda.

Israele avrebbe informato preventivamente gli Stati Uniti dell’esercitazione, descrivendo l’operazione come un’esercitazione di addestramento finalizzata alla “proiezione di potenza” e volta a dissuadere l’Iran dal lanciare attacchi contro Israele prima delle elezioni. Ma numerosi esponenti dell’amministrazione americana sospettano che la manovra fosse stata concepita per sollecitare una risposta delle difese aeree iraniane, costringendo Washington a confrontarsi con un’escalation che Donald Trump, almeno per il momento, non può permettersi.

Il 13 ottobre scorso, Axios aveva rivelato che Netanyahu e Trump avevano discusso la possibilità di lanciare un’operazione militare di vasta portata prima delle rispettive scadenze elettorali. Trump, inizialmente disponibile a valutare una ripresa degli attacchi, avrebbe successivamente cambiato orientamento. Troppo vicine le midterm.

A complicare ulteriormente la situazione sarebbero state le valutazioni dei vertici militari israeliani. Il capo di Stato maggiore Eyal Zamir avrebbe discusso con il suo omologo americano, il generale Dan Caine, delle possibili conseguenze di un ritorno alle ostilità. Il rischio principale riguardava una rappresaglia iraniana con centinaia di missili balistici contro Israele, uno scenario che avrebbe potuto rendere necessario persino il rinvio delle elezioni.

Mentre emergono i dettagli dell’operazione aerea, Netanyahu ha ulteriormente irrigidito la propria posizione nei confronti della Repubblica islamica. Intervenendo oggi alla cerimonia di conferimento dei gradi ai nuovi ufficiali dell’esercito presso la scuola militare Bahad 1, il premier ha accusato la nuova Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei di aver autorizzato la ripresa delle attività finalizzate allo sviluppo di armi nucleari.

A suo dire, Khamenei “ha deciso di seguire le orme di suo padre” permettendo agli scienziati iraniani di procedere con la costruzione di un’arma nucleare. “Ha disattivato la sicura e l’Iran sta di nuovo cercando di sviluppare le sue bombe della morte”, ha ribadito il premier israeliano. “Pertanto, esiste un solo modo per eliminare questa minaccia una volta per tutte: rovesciare il regime in Iran. E questa è la direttiva che ho impartito alle Forze di Difesa Israeliane, al Mossad e alle agenzie di sicurezza”, ha aggiunto.

Commenti