Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:48
Guerra

È guerra di droni: raid a Mosca, Kiev si protegge

La Capitale russa sotto attacco, in quella ucraina spuntano reti speciali sui ponti

EDITORS NOTE: Graphic content / Ukrainian rescuers carry the body of a victim at the site of a Russian air strike in Kharkiv on October 5, 2026, amid the Russian invasion of Ukraine. Russian guided bomb strikes on the Ukrainian city of Kharkiv killed five people on October 5, 2026 the region's governor said, as Moscow ramped up its deadly bombardment of Ukrainian towns and cities. Kharkiv, Ukraine's second-largest city, lies close to the Russian border and has come under regular shelling and drone attacks since Moscow invaded in February 2022. (Photo by SERGEY BOBOK / AFP)

La guerra in Ucraina assomiglia sempre più a una partita giocata non soltanto sulle mappe, ma dentro una gigantesca rete nervosa fatta di droni, ponti, depositi, porti e satelliti. Ogni nodo colpito produce una conseguenza altrove, e ogni risposta prepara la successiva. Zelensky lo dice con una formula che è insieme militare e politica: «Dobbiamo essere in grado di rispondere agli attacchi russi con misure equivalenti». Il presidente ucraino annuncia il potenziamento della guerra elettronica, nuovi compiti per le forze armate e per l’industria della difesa, sanzioni contro i fornitori russi di componenti strategici e, soprattutto, una nuova spinta sui droni a lungo raggio.

Intanto cede una campata del ponte di Chonhar, uno dei passaggi strategici tra Crimea e Kherson, già più volte bersagliato. A Kiev compaiono invece reti anti-drone sul Ponte Nord, una misura mai vista prima. È forse l’immagine più eloquente della nuova guerra: sopra il traffico urbano, una ragnatela metallica per difendersi da una minaccia quasi invisibile. E mentre l’Ucraina aspetta di avere, entro novembre, un numero sufficiente di intercettori contro i droni a reazione, Mosca sostiene di averne abbattuti 868 in una sola notte. Numeri che raccontano come la scala del conflitto sia ormai industriale.

Zelensky avverte che la Russia prepara «un attacco su vasta scala contro la logistica» e annuncia il razionamento dell’elettricità. Mosca, dal canto suo, rivendica raid contro depositi, porti e infrastrutture, soprattutto a Odessa. E a nord di Mosca un incendio colpisce il grande deposito petrolifero Volodarskaya, snodo collegato alle raffinerie e agli aeroporti della capitale. In tarda serata sono decollati i bombardieri strategici Tu-160, con destinazione Kiev.

Anche il Mar Nero entra nella spirale. Due mercantili vengono colpiti al largo della Bulgaria: una nave affonda, l’equipaggio risulta disperso; sulla seconda scoppia un incendio e due marittimi rimangono feriti. Il premier Roumen Radev parla di un attacco «assolutamente inaccettabile» e denuncia un’escalation che rende il traffico marittimo sempre più rischioso e costoso. In serata un’altra imbarcazione prende fuoco al largo della costa di Sochi.

Sul piano politico, Lavrov sostiene che la Nato abbia rassicurato Mosca di non volerla attaccare; Dmitry Peskov accusa la Germania di costruire un «nemico immaginario» per giustificare la militarizzazione. Donald Trump, interrogato su una possibile base americana in Lituania, risponde: «Vedremo. Sono miei amici».