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Guerra

Leone chiama Zelensky. “Oleshky da salvare”. Mosca non ferma i raid

Il Papa sente anche il presidente ucraino. Kiev agli Usa: non mandano Patriot già pagati. Colpito parco giochi, morti 3 bimbi

A residential building burns following a Russian air attack in Kharkiv, Ukraine, Monday, Oct. 12, 2026. (AP Photo/Andrii Marienko) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Nelle guerre arriva un momento in cui l’orrore si misura nei corpi innocenti: tre bambini abbattuti in un parco giochi, spazzati via mentre rincorrevano la vita, parte di un tragico bilancio di dieci anime strappate al mondo. È di fronte a questo spaventoso tributo di sangue che le dichiarazioni ufficiali finiscono per somigliare alla burocrazia di un’assicurazione in bancarotta. Il danno è sotto gli occhi di tutti, la responsabilità sembra non appartenere a nessuno, e la catastrofe umana viene così catalogata e archiviata, come fosse una sterile pratica amministrativa.

Da Kiev l’affondo di Zelensky: gli impegni sulla difesa aerea restano «lettera morta» e i ritardi nelle forniture «minano la credibilità» degli alleati. «L’Ucraina ha accolto ogni piano di pace, Mosca ha risposto solo con le bombe», lanciando un monito netto: rallentare gli aiuti e congelare le sanzioni significa scappare dalla realtà, non affrontarla. La replica a distanza porta la firma di Rubio. Il Segretario di Stato americano ammette il pallido bilancio della diplomazia Usa («nessuno sta vincendo questa guerra») e annuncia una sospensione di 60 giorni delle sanzioni per testare nuovi colloqui, garantendo tuttavia che il flusso di intelligence verso Kiev rimarrà inalterato. Sullo sfondo resta il nodo forniture. Un alto funzionario ucraino rivela un retroscena pesante: sulla scrivania del segretario alla Difesa Hegseth giacciono i contratti firmati per l’invio dei Patriot, già pagati dagli alleati, che il Pentagono, al momento, si rifiuterebbe di vistare.

Le frasi di Lavrov sembrano invece uscire dal teatro dell’assurdo: «Né Kiev né l’Europa vogliono negoziare, mentre Mosca preferisce il dialogo». Poi aggiunge che la Russia non colpisce mai infrastrutture civili, salvo quelle che riforniscono l’esercito ucraino. Una versione dei fatti che cozza brutalmente contro la realtà di palazzi sventrati e di bimbi assassinati.

Un attacco russo ha infatti colpito il parco centrale di Nova Vodolaga, nella regione di Kharkiv: 6 persone sono morte, tre erano bambini, uno di loro, Angelina, aveva da poco compiuto un anno. Una scheggia del drone l’ha raggiunta nel passeggino. Zelensky sgomento, «è atrocità assoluta». A Kryvyi Rih, un bombardamento contro un impianto industriale ha ucciso due uomini. A Kiev, dove il sindaco Klitscko è al centro di critiche per la gestione della città, un raid ha provocato la morte di una donna. Nel Paese sono state danneggiate 28 infrastrutture energetiche, lasciando 550mila famiglie senza elettricità. L’attacco è stato condotto con sedici missili balistici e duecento droni. A Luhansk colpito un corteo funebre, tre civili hanno perso la vita.

La giornata si chiude con un segnale di speranza: Russia e Ucraina hanno avviato il coordinamento per evacuare Oleshky, priva di cibo e medicinali da maggio. L’annuncio arriva dopo l’appello di Papa Leone a una tregua umanitaria. Il Pontefice ha fatto ieri il punto sull’evolversi della situazione nel corso di una telefonata con Zelensky.