Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 17:30
Interni

Anac, il governo sceglie il leghista Altieri. Le opposizioni insorgono: “Nomina indecente”

Avviata la procedura per la nomina dell’ex deputato alla guida dell’Autorità anticorruzione. Dal Pd al M5S, proteste per il suo passato politico

Nuccio Altieri, durante la conferenza stampa richiesta dalla Lega all'interno dell'ufficio stampa della Camera dei Deputati, Roma, 8 novembre 2017. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il governo punta su Trifone “Nuccio” Altieri per la presidenza dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Il Consiglio dei ministri ha deliberato l’avvio della procedura per la sua nomina, che dovrà ora completare il previsto iter parlamentare. Una scelta che ha acceso il dibattito politico, soprattutto per il passato politico dell’ex parlamentare di centrodestra, che potrebbe diventare il primo esponente di partito alla guida dell’organismo incaricato di vigilare sugli appalti pubblici e sull’operato delle amministrazioni.

Pugliese, con una lunga carriera politica alle spalle, Altieri è stato deputato di Forza Italia e per anni un fedelissimo di Raffaele Fitto. Dopo aver seguito quest’ultimo nell’esperienza di Direzione Italia, ha scelto di avvicinarsi alla Lega. Nel 2018 si è candidato nel collegio di Monopoli senza riuscire a ottenere l’elezione, mentre nel 2020 il Carroccio aveva puntato sul suo nome per le elezioni regionali pugliesi. Particolarmente stretto il rapporto con Matteo Salvini, così come quello con il parlamentare leghista Roberto Marti. Nel dicembre 2018, durante il primo governo Conte, Altieri è stato nominato presidente di Invimit, la società partecipata dal ministero dell’Economia che si occupa della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. Successivamente, con l’arrivo di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, è entrato nel consiglio di amministrazione di Leonardo.

La sua designazione all’Anac apre adesso un confronto politico sull’indipendenza dell’Autorità. Il presidente uscente Giuseppe Busia si è più volte confrontato criticamente con l’esecutivo su alcuni provvedimenti, a partire dal nuovo Codice degli appalti. Tra i dossier più controversi figura quello del Ponte sullo Stretto di Messina, opera fortemente voluta dal vicepremier Salvini. Busia aveva sollevato rilievi sull’iter del progetto, parlando di sprechi e di un “vantaggio enorme ai privati”. L’Autorità aveva inoltre contestato le proroghe delle concessioni autostradali, denunciato i rischi legati agli affidamenti diretti e criticato l’abolizione dell’abuso d’ufficio.

Ed è proprio su questi precedenti che si concentrano le proteste delle opposizioni. Il Movimento 5 Stelle definisce la scelta del governo un atto “irresponsabile e indecente”, accusando la maggioranza di essere arrivata “all’assalto al potere”. Per i pentastellati, alla guida dell’Autorità servono “indipendenza, competenza e credibilità istituzionale”. Duro anche il Pd. Sandro Ruotolo considera la designazione di un esponente della Lega alla presidenza dell’Anac “un ossimoro politico” e chiede al governo di chiarire quando sia terminato l’incarico di partito di Altieri e su quali basi venga considerato soddisfatto il requisito dell’indipendenza. La responsabile Legalità del Pd Enza Rando parla invece di una scelta “irresponsabile e gravissima”, che rischierebbe di compromettere l’autonomia dell’organismo di vigilanza. All’attacco anche Alleanza Verdi e Sinistra. “Hanno ucciso l’Anac”, sostiene Angelo Bonelli, mentre il capogruppo al Senato Peppe De Cristofaro torna sulla questione del Ponte sullo Stretto, domandandosi se la nomina di Altieri serva a evitare nuovi ostacoli all’opera. Una domanda che si inserisce nel confronto già acceso tra l’Autorità e il governo sulle procedure relative alla realizzazione dell’infrastruttura.

Commenti