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Calabresi, le primarie e i tavoli da gioco

Se le primarie non si faranno, sembra difficile che qualcuno si assuma la responsabilità di azzoppare il cavallo più performante

Mario Calabresi durante la 14� edizione della kermesse politica ideata da Matteo Renzi alla ex Stazione Leopolda di Firenze Firenze 03 Ottobre 2026 ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

E se, alla fine, al cane di più padroni toccasse in sorte la morte per fame? Un destino non infrequente quando si fatica a mettere saldi punti cardinali o si gioca su più tavoli, come sembra fare Mario Calabresi, a oggi il più probabile candidato del centrosinistra a sindaco. E questo indipendentemente dal dilemma primarie o non primarie che riflette l’amletica incertezza che affligge la sinistra nazionale. Perché se le primarie non si faranno, sembra difficile che qualcuno si assuma la responsabilità di azzoppare il cavallo più performante, rischiando la lapidazione per una possibile sconfitta. Se invece le primarie si faranno, Majorino, Scavuzzo, Pacini e Cossutta si divideranno i voti dei militanti, lasciando al paludato giornalista il mare magnum della milanesità più moderata e à la page. Ma anche i vantaggi più corposi possono sfumare, come vien da pensare vedendo l’irritazione di Elly Schlein per la fuga in avanti di Calabresi prima che fosse la segretaria del Pd a imporre sul suo capo la mano benedicente. Così come non è detto che sia un vantaggio la benedizione di Matteo Renzi alla Leopolda, uno che sono in tanti a considerare peggio del fumo negli occhi. Non un buon viatico per convincere la sinistra Pd. Ma anche quella più estrema che, come già visto con Beppe Sala, è indispensabile per battere il centrodestra. Cosa che non diventa irrilevante quando si presenta poi in Comune a incassare il prezzo del soccorso rosso. Questa volta ancor più caro, visto che proprio a sinistra saranno in molti a far pesare a Mario, soprattutto quando la campagna delle primarie si farà incandescente, la biografia del padre Luigi. C’è molta confusione sotto il cielo. E non è detto che come diceva il presidente Mao, per la sinistra sia una situazione eccellente. Ci pensino a destra.