Scontro a distanza tra il presidente del Senato Ignazio La Russa e Mario Calabresi, giornalista e candidato sindaco di Milano. Al centro del contenzioso, ovviamente, gli scontri del weekend. Parlando con i giornalisti al presidio organizzato dal centrodestra vicino piazza Duomo a Milano, La Russa ha dichiarato che “chi ci mette il però aizza le piazze”, così come “chi liscia il pelo a una protesta violenta e chi non la condanna fino in fondo. Mi hanno fatto vedere Mario Calabresi che dice: ‘Condanno la violenza però’. Quando si condanna la violenza non ci vuole nessun però, si condanna la violenza punto”.
Sentendosi punto nel vivo, Calabresi, ha replicato al presidente del Senato, dicendosi “molto stupito che il presidente del Senato usi i gravi fatti di Milano per fare una strumentale polemica politica e travisi completamente le mie parole. Dalla seconda carica dello Stato mi aspettavo un richiamo all’unità delle forze politiche per portare il prima possibile ad una situazione di serenità in città, non per creare nuove tensioni e fratture”. Calabresi sostiene che le sue parole siano “state chiare e nette e le ribadisco senza cambiare una virgola: ‘Prima di tutto bisogna condannare le violenze, perché la guerriglia non può avere mai giustificazioni. Abbiamo assistito a scene intollerabili di violenza e saccheggio e su questo bisogna essere netti. Vanno garantiti l’ordine pubblico, la sicurezza dei cittadini, e quindi la legalità”.
Ha poi ribadito la sua “solidarietà ai feriti fra le forze dell’ordine, ai commercianti e ai lavoratori che hanno subito danni. Accanto alla richiesta al governo di lavorare per la sicurezza penso che la politica debba fare il proprio mestiere che è quello di creare le condizioni perché quella violenza non nasca e non cresca”. Da sinistra ci sono state prese di posizione troppo blande, quando ci sono state, così come ci sono state pretestuose giustificazioni a comportamenti intollerabili in un qualunque Paese civile che si vuole definire come tale.
