Milano non è un incidente, né un caso: è solo l’inizio di quello che ci aspetta in questo autunno che la sinistra vuole violento. Ieri, qui al Duomo, abbiamo visto il trailer del film. Sassi, bombe carta, agenti feriti. Altro che dissenso: è la politica fatta con Molotov e presto le armi. E guai a chiamarla per nome: guerriglia. Questi idioti sono capaci di darti del fascista. Bestie rosse senza cervello, ma con il coltello. Il maranza del sindacato Maurizio Landini ha innescato la miccia coscientemente. A Roma sfila la Cgil, a Milano «Italia in Piazza»: cortei diversi, stesso clima di rivolta. Si vuole copiare la Francia del caos perché non si sa più immaginare l’Italia di domani. Così le idiozie sulla manovra, l’ossessione contro Meloni e una Palestina diventata propaganda, fanno crescere la tentazione di saldare centri sociali e islamismo radicale. Chi soffia sull’incendio non può stupirsi delle fiamme. Ecco il programma di chi non ha un’idea di futuro: mettere il Paese a ferro e fuoco prima delle elezioni.

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