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Coldiretti contro Giansanti: “L’innovazione non può favorire le multinazionali del cibo”

L’organizzazione agricola replica a Confagricoltura sul progetto Food4All e contesta le collaborazioni con aziende che producono carne cellulare. Al centro dello scontro il futuro dell’agricoltura europea, la tutela degli allevamenti e la qualità dell’alimentazione

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Si accende il confronto tra Coldiretti e Confagricoltura sul progetto Food4All e sul ruolo dell’innovazione nel settore agroalimentare. Coldiretti replica alle dichiarazioni del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, accusandolo di confondere il progresso tecnologico con una crescente subordinazione agli interessi delle grandi industrie alimentari. Al centro della polemica c’è il rischio, secondo l’organizzazione, che le priorità degli agricoltori vengano sacrificate a favore di modelli produttivi basati su alimenti ultraformulati e prodotti in laboratorio. “Giansanti smetta di nascondersi dietro la parola innovazione. Pronunciarla non basta a rendere giusta qualsiasi scelta, né a cancellare una domanda alla quale continua a non rispondere su chi deve guidare il futuro dell’agricoltura europea: gli agricoltori o gli interessi industriali che puntano a conquistare nuove fette del mercato alimentare producendo cibo che fa ammalare e puntando a sostituire e far chiudere stalle e imprese agricole?”, afferma Coldiretti.

Il modello di innovazione secondo Coldiretti

L’organizzazione rivendica una concezione dell’innovazione fondata sul rafforzamento delle imprese agricole, attraverso la ricerca nei campi, l’agricoltura di precisione, le Tecniche di evoluzione assistita (TEA), il risparmio idrico, la robotica e il miglioramento del benessere animale. Tra le priorità indica anche l’accessibilità delle nuove tecnologie, l’utilizzo dei dati a vantaggio degli agricoltori e la valorizzazione dell’origine dei prodotti, affinché i consumatori possano conoscere la provenienza di ciò che portano in tavola. Coldiretti ricorda inoltre di aver avviato un Polo per l’innovazione digitale e di promuovere contratti di filiera con industrie e cooperative che credono nel 100% Made in Italy. “Un conto è mettere la tecnologia nelle mani degli agricoltori. Un altro è mettere la rappresentanza degli agricoltori nelle mani di chi considera le loro produzioni da sostituire”, sottolinea l’organizzazione, che contesta una visione in cui le aziende agricole rischierebbero di diventare subordinate alle strategie delle multinazionali alimentari.

La polemica sulle collaborazioni di Food4All

Uno dei punti più contestati riguarda i partner indicati nelle presentazioni del progetto. Coldiretti richiama in particolare la presenza di Mosa Meat, società impegnata nello sviluppo della carne coltivata in laboratorio, e chiede quale sia la posizione degli allevatori di Confagricoltura rispetto a questa collaborazione. “Che ne pensano gli allevatori della Confagricoltura di questa collaborazione? Ne sono stati informati? L’hanno approvata?”, domanda l’organizzazione. Nel comunicato viene citata anche una ricerca dell’Università Cattolica, i cui risultati, secondo Coldiretti, metterebbero in discussione la sostenibilità della carne e del latte prodotti nei bioreattori, indicando un impatto ambientale da 10 a 20 volte superiore rispetto alle produzioni tradizionali. L’organizzazione chiede inoltre se gli altri partner del progetto fossero a conoscenza delle collaborazioni promosse a livello europeo. La critica a Giansanti si inserisce in uno scontro già aperto sul progetto Mediterranea, che Coldiretti ricorda come un precedente tentativo, a suo giudizio, di mettere il patrimonio della Dieta mediterranea a disposizione degli interessi delle multinazionali dell’industria alimentare. Un’iniziativa che, sostiene l’organizzazione, sarebbe stata fermata proprio grazie al suo intervento.

La richiesta di trasparenza

La questione, per Coldiretti, non riguarda soltanto il futuro delle aziende agricole, ma anche la salute dei consumatori. L’organizzazione richiama le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità sui rischi associati a diete ricche di alimenti altamente trasformati e sostiene che la risposta debba puntare sulla qualità delle produzioni agricole, sugli alimenti freschi e sulla valorizzazione della Dieta mediterranea, anziché considerare automaticamente ogni nuova formulazione industriale una forma di progresso. Da qui la richiesta rivolta a Giansanti di rendere pubblici gli atti che avrebbero autorizzato il sostegno del Copa, il Comitato delle organizzazioni professionali agricole, a Food4All. Per Coldiretti non sono sufficienti tavoli informativi e occasioni di confronto; occorre chiarire quale mandato abbia portato a quelle scelte. La posizione dell’organizzazione è netta: “Il progresso si misura con aziende agricole più competitive, territori vivi, alimenti di qualità e salute dei cittadini al primo posto”. Coldiretti ribadisce quindi la propria opposizione a un modello che, a suo giudizio, concentrerebbe il controllo del cibo nelle mani di pochi grandi gruppi industriali, lasciando agli agricoltori il rischio di perdere spazio e prospettive. L’obiettivo dichiarato resta un’innovazione al servizio di un’alimentazione naturale, locale, accessibile e sana.

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