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Crescita e salari più alti: la vera sfida del Paese passa dalla produttività

L’Italia ha tutto per essere competitiva, ma deve ripartire. Ora un tour tra aziende, laboratori e startup per ascoltare

Letizia Moratti Presidente Consulta Nazionale di Forza Italia, durante l'evento di Forza Italia dal titolo: 'L'ottimismo della volont�' . Milano, 11 Ottobre 2026. ANSA / Paolo Marelli NPK

Quando parliamo di crescita rischiamo di guardare soltanto ai numeri. Decimali di Pil, percentuali, previsioni. Ma dietro quei numeri ci sono le persone.

Un giovane che vorrebbe costruire il proprio futuro in Italia, ma è costretto ad andare all’estero. Una famiglia che lavora, ma fatica a difendere il potere d’acquisto dei propri stipendi. Un imprenditore che vorrebbe assumere e innovare e incontra costi, burocrazia e incertezze.

È da loro, soprattutto dal ceto medio, che dobbiamo ripartire. L’Italia ha tutte le risorse per crescere di più: è la seconda manifattura d’Europa, ha imprese straordinarie, competenze, università di eccellenza, risparmio e un capitale umano di enorme valore. Eppure da troppo tempo cresciamo meno delle nostre potenzialità. I salari reali sono sostanzialmente fermi da circa trent’anni, anche per una produttività stagnante e un cuneo fiscale ancora troppo alto.

Non basta invocare salari più alti, dobbiamo creare le condizioni perché crescano stabilmente insieme alla produttività. Più produttività significa imprese più competitive, maggiore ricchezza e più spazio per salari più alti. Salari che crescono significano più potere d’acquisto, consumi, fiducia e investimenti, ma anche maggiori risorse per sanità, welfare e protezione delle persone più fragili.

È questo il filo conduttore che questo fine settimana Forza Italia ha promosso a Milano, agli East End Studios di via Mecenate. Non un convegno, ma un cantiere per ascoltare imprese, lavoratori, università e territori e costruire un’Agenda della Crescita.

Partiamo dal capitale umano, la prima infrastruttura della competitività. Nell’epoca dell’intelligenza artificiale servono più Its, competenze Stem e digitali, formazione permanente e un rapporto più stretto tra università e impresa. Dobbiamo premiare il merito, trattenere i nostri talenti e attrarne di nuovi.E dobbiamo trasformare maggiormente il grande risparmio delle famiglie italiane ed europee in capitale per la crescita. Una quota maggiore di questa ricchezza deve poter finanziare infrastrutture, Pmi, ricerca, innovazione e startup. Troppo risparmio europeo prende oggi la strada dei mercati americani e finisce paradossalmente per tornare in Europa come capitale con cui investitori stranieri finanziano le nostre imprese. Dobbiamo mobilitare meglio le nostre risorse, tutelando libertà e sicurezza dei risparmiatori e offrendo strumenti trasparenti e convenienti per investire nell’economia reale europea.

Risparmio, investimenti, innovazione, produttività e salari sono anelli della stessa catena. Il risparmio deve diventare capitale, il capitale investimento, l’investimento innovazione e produttività, la maggiore produttività nuova ricchezza e salari più alti.

Per questo proprio ho lanciato «Imprese Italia», un tour nelle aziende, nelle fabbriche, nei laboratori, nei negozi e nelle startup del Paese. Non per spiegare dall’alto cosa serve, ma per ascoltare chi produce e lavora e costruire proposte concrete.

Lo Stato deve essere alleato di chi crea ricchezza, garantendo regole semplici, tempi certi e infrastrutture moderne. E l’Europa deve tornare a essere non soltanto il continente delle regole, ma quello in cui il risparmio degli europei finanzia il futuro degli europei. Accendere la crescita significa trasformare il risparmio in investimento, l’investimento in produttività e la produttività in benessere diffuso. Significa, prima di tutto, liberare il futuro delle persone.

* Presidente della Consulta nazionale di Forza Italia, europarlamentare Ppe