Da santa patrona delle case altrui a promotrice della liberazione di delinquenti veri e presunti. Ilaria Salis, l’europrodigio di Avs, l’indomani dell’assalto rosso di Milano pubblica un messaggio sui social in cui pubblicizza un «team legale», scrivendone l’indirizzo mail, «per offrire assistenza alle persone coinvolte». Ci fingiamo una di queste: «Buonasera, mi chiamo Francis, ho 18 anni, sono italo-marocchino. Mi hanno identificato i poliziotti e mi hanno portato in questura, però non so niente di quello che devo fare. Ho visto questa mail dal profilo Instagram di Ilaria Salis. I miei genitori non sanno niente. Come devo fare?». Passano appena venti minuti e arriva la risposta. Il sistema è organizzato. «Ciao Francis, capisco la tua preoccupazione ma non è niente di grave. Chiama questo avvocato (anche ora se vuoi) così gli spieghi bene la situazione e lui ti dirà cosa devi fare: avvocato G.V. (il nome era completo, ndr)» e di seguito il numero di telefono. «Prima di chiamarlo prendi il foglio che ti avrebbero dovuto rilasciare dopo il tuo trattenimento in questura. Se non ti hanno dato nulla, chiamalo e basta». Ci torniamo subito.
Salis sui social si dice «preoccupata per la situazione delle persone fermate e trattenute, non è ben chiaro dove», aggiunge, «tra cui numerosi minorenni con background migratorio. Anche qualora alcuni dei giovani fermati avessero commesso reati», prosegue il messaggio, «circostanza che dovrà essere accertata, ciò non li priverebbe dei loro diritti, che devono essere garantiti. La storia recente del nostro Paese» - attenzione - «purtroppo ci insegna che in situazioni di forte tensione si sono verificati episodi gravissimi di violenza () Di fronte a una destra autoritaria, animata da uno spirito di vendetta intriso di classismo e razzismo, è necessario ribadire con forza un principio irrinunciabile: viviamo in uno Stato di diritto, non di polizia».
Quindi l’europarlamentare ricorda il motivo per cui le paghiamo 16mila euro al mese, ma Bonelli e Fratoianni che ancora una volta si rifiutano di rispondere al Giornale lo sanno bene: «Da Strasburgo sto cercando di mettermi in contatto con le autorità per comprendere meglio la situazione e contribuire a una soluzione». L’avviso del team legale rimbalza su diversi profili social e tra i principali c’è quello del centro sociale Lambretta, con cui il 10 ottobre Salis ha manifestato a Milano sotto la bandiera dei partigiani italiani che si rifacevano al criminale Tito. Andiamo avanti.
Sul profilo Instagram dell’avvocato Marina Prosperi troviamo un vademecum pubblicato nelle ore delle violenze di Milano: «Cosa fare se mi fermano o arrestano durante una manifestazione?». Il messaggio è condiviso con «Rete liberi/e di lottare - Contro Stato di guerra e polizia» e «Acta Media», seguiti dalla Salis. La quale con l’avvocato Prosperi, bolognese, riferimento di Giuristi Democratici e Giuristi per la Palestina (sostenitrice della Flotilla), ha partecipato a diversi eventi pubblici legati soprattutto ai movimenti per la casa. Tra gli incontri principali quello del primo novembre 2025 in via Zamboni ospiti del collettivo Plat, uno dei più famosi in Italia per le occupazioni. Prosperi (rientra nel suo lavoro, capiamoci) ha recentemente difeso un 27enne condannato in primo grado per resistenza a pubblico ufficiale dopo la manifestazione indetta per Fakir, deceduto a luglio durante un controllo di polizia.
Salis, dopo le prime devastazioni in Francia, aveva detto che c’erano «tutte le ragioni per una mobilitazione» pure in Italia. Alla vigilia della due giorni di Milano ha dichiarato che era coi manifestanti «senza se e senza ma». Poi s’è fatta megafono della rete legale. La stessa Salis vuole abolire le carceri. Il deputato di Avs Marco Grimaldi ha rilanciato: «Le piazze si riempiono contro il costo della vita. Credo che il dibattito dovrebbe concentrarsi su questo, invece di bollare tutto come caos». Intanto Ilaria rilancia un post del cantante Marracash: «Non ho mai creduto nella protesta attraverso i social, l’ho sempre trovata troppo facile». A corredo una foto di un manifestante impegnato negli scontri. Maurizio Landini ha invocato la «rivolta sociale» ma non è ancora contento e aspetta lo sciopero generale del 20 novembre. Nel frattempo la rete Salis è al lavoro.
